venerdì 16 giugno 2017

Trump indagato per Russiagate

[Pignata taliata ‘un vugghi mai. Pentola guardata non bolle mai. Frase siciliana] Il presidente americano Donald Trump è sotto indagine nel Russiagate, per tentato ostacolo alla giustizia. È questa la notizia rivelata dal Washington Post che cita funzionari Usa anonimi. Secondo il quotidiano il Consigliere speciale Robert Mueller, ex direttore dell’Fbi diventato il responsabile dell’inchiesta sulla interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre e sulla possibile collusione tra la campagna Trump e funzionari russi, sta valutando la condotta del presidente a proposito delle conversazioni con l’ex capo della Fbi James Comey in cui si parlava della situazione di Mike Flynn e in cui il numero uno della Casa Bianca potrebbe aver fatto pressioni per bloccare l’indagine Fbi. La svolta nel Russiagate arriva a circa un mese dal licenziamento di Comey e poco dopo la sua audizione alla commissione del Senato sugli incontri con Trump. Il Consigliere Mueller sarebbe particolarmente interessato, secondo il Post, a un evento del 22 marzo, quando Coats riferì ai suoi colleghi che Trump gli aveva chiesto di intervenire con Comey per far calare l’attenzione su Flynn come parte dell’indagine Fbi sui legami tra la campagna di Trump e Mosca.

4 commenti:

  1. E' in arrivo una nuova ondata di audizioni in Congresso sul Russiagate. Le commissioni d'inchiesta della Camera e del Senato sentiranno attuali ed ex funzionari del Dipartimento della Sicurezza Nazionale e dell'Fbi, ma anche i responsabili delle elezioni in vari stati. Steve Sandvoss, direttore della Commissione elettorale dell'Illinois, sarà sentito sul cyberattacco dello scorso luglio quando gli hacker sono entrati in un database contenente i dati di 200.000 elettori. In Congresso comparirà anche Alex Halderman, scienziato che lo scorso anno ha esaminato le macchine per il voto elettronico in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan arrivando alla conclusione che gli hacker non avevano manipolato i risultati. Il Grande Fratello: ad evocarlo è la diffusione accidentale on line dei dati personali e delle opinioni politiche di quasi 200 milioni di cittadini Usa (il 62% dell'intera popolazione americana) da parte di una società di marketing ingaggiata dal comitato nazionale repubblicano, la Deep Root Analyitcs. Benché sia noto che i partiti raccolgono dati sugli elettori, questa è finora la più grande violazione di dati elettorali in Usa, secondo la Bbc.  Oltre ai dati personali (data di nascita, indirizzo, numeri di telefono) ci sono anche appartenenze religiose, pregiudizi etnici e politici, prese di posizione su argomenti controversi come il controllo delle armi, l'aborto, le cellule staminali. Tutte informazioni raccolte da varie fonti, dai social network ai comitati di raccolta fondi per il partito repubblicano. Una copia dei dati è stata scoperta la scorsa settimana da Christ Vickery, un analista di rischi cibernetici, ed è ancora disponibile per chiunque abbia un link al server di Amazon cloud. "Ci prendiamo la piena responabilità della situazione. In base alle nostre informazioni, non crediamo di essere stati hackerati'', ha commentato Alex Lundry, fondatore di Deep Root Analytics, assicurando che sono state prese tutte le misure per prevenire ulteriori accessi. I nomi dei files e gli elenchi indicano che i dati dovevano essere usati da influenti organizzazioni politiche repubblicane: l'idea era di creare un profilo per ogni elettore usando dati disponibili.

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  2. Donald Trump Jr ha pubblicato sul suo profilo Twitter lo scambio di mail che ha preceduto il suo incontro lo scorso anno con una avvocatessa russa, Natalia Veselnitskaya, nella convinzione di ricevere informazioni su Hillary Clinton. Sono quattro le pagine che Donald Jr pubblica in quello che indica come lo scambio integrale con l'ex giornalista britannico e pr Rob Goldstone. Sono precedute da una nota del primogenito di Trump in cui spiega che ha deciso di diffondere i messaggi "per essere totalmente trasparente". "Se è come dite, molto bene (letteralmente: 'I Love it'). Così Donald Trump Jr risponde in una mail a chi gli propone la possibilità di ottenere informazioni dannose per Hillary Clinton. Intanto, in un'intervista alla Nbc, Veselnitskaya afferma di "non avere mai avuto informazioni dannose per Hillary Clinton. Non e mai stata questa la mia intenzione. È possibile che forse loro cercassero tali informazioni. Le volevano disperatamente al punto di sentire solo quello che volevano". "Mio figlio Donald ha fatto un buon lavoro ieri notte. È stato aperto, trasparente e innocente. Questa è la più grande caccia alle streghe nella storia politica. Triste!": lo ha scritto il presidente americano Donald Trump in un tweet. "Ricordatevi, quando sentite le parole 'le fonti dicono' dai Fake Media, spesso quelle fonti sono inventate e non esistono", ha aggiunto il presidente Usa in un altro tweet. Ma secondo il nuovo capo dell'Fbi Christopher Wray, il procuratore speciale che sta indagando sul Russiagate, Robert Mueller non è alle prese con una "caccia alle streghe. Nella sua audizione di conferma al Senato Wray ha aggiunto che qualsiasi tentativo di interferire con l'indagine sul Russiagate del procuratore speciale è "inaccettabile". Wray ha inoltre elogiato sia Mueller che il suo predecessore James Comey licenziato da Trump, definendoli uomini onesti e competenti. Intanto il Cremlino ha negato di essersi rivolto ad un imprenditore immobiliare russo e a suo figlio per organizzare un incontro tra un legale russo e Donald Trump junior per discutere informazioni compromettenti su Hillary Clinton durante la campagna presidenziale americana.

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  3. Alcuni degli avvocati che assistono il presidente Donald Trump stanno esplorando modi per limitare o minare l'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto 'Russiagate', nel tentativo di montare il caso su quanto presumono costituisca conflitto di interesse. Lo scrive il Washington Post citando fonti informate, secondo cui inoltre i legali di Trump stanno esaminando i termini della facoltà del presidente di concedere amnistia. Per il New York Times componenti della squadra del presidente, tra avvocati e collaboratori, stanno passando al setaccio il vissuto professionale e politico degli investigatori che collaborano con il procuratore speciale.

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  4. Il Grand Jury convocato dal procuratore speciale Robert Mueller che guida l'inchiesta sul cosiddetto 'Russiagate' ha emesso mandati relativi all'incontro di Donald Trump Jr con una avvocatessa russa nel giugno 2016. Lo riferisce la Cnn citando una fonte informata. Si tratta di richieste per la consegna di documenti e che richiedono la testimonianza di persone coinvolte in quell'incontro, stando alla Cnn. La selezione e convocazione del grand jury, che ha iniziato a lavorare nelle scorse settimane, non è indicazione sufficiente per stabilire con certezza che vi siano all'orizzonte messe in stato di accusa o
    rinvii a giudizio, osservano esperti interpellati dai media in Usa, ma è anche vero che senza un grand jury non si può procedere in quella direzione. Si tratta poi di un importante strumento investigativo perché consente, appunto, agli inquirenti di emettere mandati, richiedere testimonianze su giuramento e richiedere incriminazioni in caso di prove di un crimine.

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