mercoledì 21 giugno 2017

Orlando contro Confindustria

[Guarda a tia, e poi parrà di mia. Guarda prima te, e poi parla di me. Frase del dialetto siciliano] Con un lungo post pubblicato nella sua pagina Facebook, Leoluca Orlando annuncia l'avvio di un percorso per la creazione di una "Lista dei territori" in vista delle prossime elezioni regionali. E traccia le linee di quello che definisce un "programma chiaro e senza ambiguità"."La dignità e la fatica dell'amministrare a servizio delle comunità locali non possono e non devono più essere mortificate ulteriormente da atteggiamenti e pratiche 'annacatorie', che hanno fatto parlare in Sicilia di uno stato di calamità istituzionale", afferma il sindaco di Palermo. "Un programma regionale chiaro deve prevedere pregiudizialmente la fine del soffocante e improprio ruolo politico di governo da parte di un mondo cosiddetto confindustriale siciliano, che si ostina a voler comandare, certamente impropriamente e troppo spesso illegalmente, e che nelle ultime elezioni comunali a Palermo è stato direttamente impegnato con un suo vertice candidato in una delle coalizioni sconfitte dagli elettori" ha detto. I vincoli dettati dai Piani paesaggistici della Regione bloccano in Sicilia investimenti per circa due miliardi di euro: dal "caso Ragusa" dove le prescrizioni hanno paralizzato la ricerca e il successivo sfruttamento di idrocarburi, agli investimenti previsti da Terna che consentirebbero all'Isola di avere una rete elettrica stabile ed efficiente. Solo due esempi di blocchi determinati da Piani che acriticamente e univocamente hanno posto una generalizzata dichiarazione di notevole interesse ambientale anche su Aree dove esistono attività produttive da decenni, condannandole di fatto alla chiusura. Lo sostiene in una nota il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro. "Se vogliamo che la Sicilia sia attrattiva per nuovi investimenti e per quelli che ci sono già dobbiamo garantire certezza - afferma -. Non è possibile pensare di cambiare le regole del gioco mentre si è in campo. La tutela dell'ambiente è una nostra priorità e le nostre imprese spendono ingenti risorse per garantire il rispetto delle normative. Questo è un loro dovere. Ma accanto al dovere c'è il diritto di avere regole chiare, tempi certi e interlocutori terzi capaci di applicare la legge in maniera laica". In particolare in ballo ci sono attualmente gli 800 milioni programmati da Terna per la rete ad alta tensione; i 180 milioni pianificati da A2A per il termovalizzatore nel Messinese; i 100 milioni bloccati in provincia di Ragusa sul fronte petrolifero. E ancora, i 500 milioni fermi a Siracusa destinati ai porti turistici e altre infrastrutture ricettive e il miliardo di euro stimato da Ance per opere stradali, autostradali e della depurazione. "Il fatto che alcune Soprintendenze appongano vincoli paesaggistici su impianti esistenti da decenni senza effettuare la necessaria ricognizione delle attività esistenti sulle aree oggetto di pianificazione - aggiunge Catanzaro - genera sfiducia in chi, fidandosi delle autorizzazioni già acquisite dalla Regione, ha investito centinaia di milioni di euro e spinge chi ha in animo di investire in Sicilia a cambiare strada. Nei fatti si dice alle imprese chiudete gli impianti andate altrove. È inconcepibile che Uffici della stessa Regione siciliana diano indicazioni opposte sugli stessi argomenti disconoscendo quanto già deciso in precedenza e che una impresa sia messa in crisi da simili condotte".

Nessun commento:

Posta un commento