venerdì 30 giugno 2017

Mai fine pena per Riina

[Quannu lu carru scrusci, metti sivu. Quando il carro cigola, metti sego. Frase siciliana] Il tribunale di Milano ha deciso l'acquisizione delle cartelle e della relazione sanitaria sullo stato di Totò Riina e ha rinviato all'11 luglio la decisione se disporre una perizia sul boss per stabilirne la capacità di partecipare al processo. Lo rende noto il legale di Riina Luca Cianferoni. A Milano Riina, dopo l'archiviazione per le minacce a don Luigi Ciotti, è ancora sotto processo per le minacce al direttore del carcere di Opera. "Si tratta di un passaggio importante - spiega il legale - che dimostra l'indipendenza della giurisprudenza dalle sollecitazioni mediatiche nei confronti dell'imputato. Una giurisprudenza che cerca di applicare correttamente il codice. Questa è civiltà giuridica"."Riina, infatti - spiega ancora - non è incapace psichicamente ma è in una situazione di progressivo e rapido decadimento fisico dovuto alle sue varie patologie". "Il quesito che si pone il tribunale di Milano - aggiunge il legale del boss Luca Cianferoni - è lo stesso sollevato dalla Cassazione e cioè se sia corretto e rispetti la dignità della persona la situazione in cui versa Totò Riina". "Nel caso del tribunale di Milano ci si domanda se siano compromesse le capacità dell'imputato di partecipare al processo". "Riina ormai - prosegue l'avvocato - non riesce a parlare e quando lo fa è quasi impossibile capire ciò che dice. In una delle ultime udienze a cui ha preso parte non è stato neppure in grado di reggere la cornetta con cui era collegato". "Oggi il tribunale di Milano, dove Riina è stato rappresentato dall'avvocato Mirko Perlino, ha posto un punto di civiltà giuridica - conclude Cianferoni - ciò significa che la questione Riina non è chiusa definitivamente come qualcuno si è affrettato a dichiarare dopo la sentenza della Cassazione".

2 commenti:

  1. Totò Riina ha la "piena capacità di intendere e di volere" e quella di "stare in giudizio". Lo hanno deciso i giudici milanesi respingendo la richiesta della difesa di sospensione del processo, nel quale è imputato per minacce al direttore del carcere di Opera, e anche l'istanza di una perizia per valutare la capacità processuale. Il Tribunale nell'ordinanza ha evidenziato che nella relazione dei medici di Parma viene scritto che il boss è "vigile" e "collaborante". La "cardiopatia" di cui soffre Totò Riina lo "espone costantemente" al "rischio di una morte improvvisa". È quanto si legge nella relazione dell'ospedale di Parma depositata nel processo. Lo scorso 27 giugno, infatti, i giudici della sesta sezione (presidente Martorelli), accogliendo un'istanza dei legali Luca Cianferoni e Mirko Perlino, avevano stabilito che il carcere di Parma (Riina è in ospedale in regime detentivo) avrebbe dovuto trasmettere al Tribunale di Milano "con la massima sollecitudine", oltre alle cartelle cliniche, anche una "breve relazione sanitaria" sulle condizioni "di salute" di Riina "soprattutto con riferimento" alla sua "capacità di stare in giudizio". Relazione, poi trasmessa e firmata dal primario dell'ospedale Michele Riva, nella quale si parla appunto del "rischio di una morte improvvisa", oltre che di un "paziente fragile" e dallo "eloquio scadente". Oggi la difesa del boss ha insistito sulla sospensione del processo milanese per l'incapacità dell'imputato di stare in giudizio. "Non capisce più e noi non capiamo cosa dice", ha spiegato il legale Perlino.

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  2. I parenti del boss Totò Riina lanciano attacchi a giornalisti e magistrati utilizzando Facebook: prima la figlia Lucia è intervenuta sul bonus bebè che le era stato negato dalla Regione e dall'Inps, adesso il genero Antonino Ciaravello, marito di Maria Concetta, si scaglia contro 'gente di legge e giornalisti accaniti contro di noi'. La coppia vive in Puglia. 'Palazzolo (Salvo, cronista di Repubblica-Palermo, ndr) aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono - aggiunge Ciavarello - E poi. Io non lancio tesi, io a differenza tua parlo per cose di cui sono certo e non come scrivi tu di ciò che i registi ti imboccano'. Poi un affondo sui sequestri ai beni dei Riina messi a segno dai carabinieri lo scorso 19 luglio: 'Avete sequestrato con ingiusta violenza la mia azienda, ma non potrete mai sequestrare il mio Sapere ed il mio Mestiere, e per questo risorgerò presto dalle mie ceneri come l'Araba Fenice più Grande e più Forte di prima - conclude Ciavarello - Per il resto arriverà il giudizio di Dio anche per voi che avete permesso ed autorizzato violenza verso gente innocente, per voi che avete eseguito e per voi che state ripetendo a pappagallo quello che la regia vi ha scritto. Quel che avete fatto lo riceverete da Dio moltiplicato 9 volte, voi ed i vostri figli fino alla settima generazione. Gloria a Dio! Comunque la ditta sta ancora lavorando fino ad oggi, non è più mia ma i miei ragazzi sono a lavoro... Vi voglio Bene Ragazzi'.

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