venerdì 23 giugno 2017

Guerra dell’acqua alla Gesap

[Gatta ‘ngattata nun pigghia surci. Gatta rintanata non piglia topi. Frase siciliana] A Punta Raisi non mancano mai  i problemi. Dopo una lunga trattativa, durata ben sei mesi, che avrebbe portato, non senza polemiche, a una soluzione della vertenza Aviapartner, ecco che scoppia una bomba d’acqua. In piena lotta contro il terrorismo anche una bomba d’acqua non va sottovalutata, potrebbe causare conseguenze a catena non facilmente gestibili.  La Gesap, con tutta l’arroganza che da anni contraddistingue la sua gestione,  avrebbe tolto l’acqua ai propri dipendenti (2 piccole bottiglie al giorno: liscia, gasata, a scelta). I diritti acquisiti non sono oggetto di trattativa, che sia ben chiaro. Apriti cielo, tutti i sindacati unitariamente hanno fatto fronte comune, hanno chiesto immediatamente un urgentissimo incontro ai vertici per discutere problematiche di importanza strategica. In attesa che l’incontro venga fissato il servizio è stato ripristinato. Probabilmente all’incontro con l’azienda i sindacalisti proporranno l’aumento del ticket a 9 €, in tale caso potranno fare a meno dell’acqua minerale.  Ma se la Gesap dovesse respingere l’offerta, i sindacati potrebbero rilanciare con l’anice, nel periodo estivo, nell’acqua. Comunque vada a finire questa incresciosa vicenda ancora una volta i sindacati aeroportuali hanno dimostrato compattezza, versatilità nella lotta, spregio del pericolo. Poco importa se, per esempio, gli elettromeccanici sono sotto organico, con turni massacranti, chiamati continuamente a risolvere i problemi di una struttura che arranca, non ultima l’area c, con il nuovo bhs.

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