mercoledì 21 giugno 2017

Esselunga si quota in Borsa   

[Lu vinu è la minna di lì vecchi. Il vino è la mammella dei vecchi. Frase siciliana] Dopo una lunga notte di trattative è stato raggiunto un accordo tra i soci per il riassetto che porterà come obiettivo finale alla quotazione di Esselunga in Borsa. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie i membri della famiglia Caprotti hanno definito i rapporti societari, patrimoniali e di successione. In una prima fase Esselunga Spa acquisirà il controllo dell'immobiliare Villata Partecipazioni e poi si dovrebbe procedere alla quotazione di Esselunga. Sembra questa la strada disegnata, dopo che Marina Caprotti e la madre Giuliana Albera (che controllano il 70% della holding) hanno rifiutato anche l'offerta da 7,5 miliardi dei cinesi di Yida Investment, chiudendo le discussioni con i possibili compratori. "L'azienda non è in vendita" hanno scritto ai dirigenti e dipendenti la presidente onoraria della holding a cui fa capo il marchio Esselunga, e la figlia.

2 commenti:

  1. Esselunga non si vende. Giuliana Albera e sua figlia Marina Caprotti lo hanno scritto in un messaggio inviato ai dirigenti e ai quadri del gruppo. “In relazione ai recenti articoli di stampa desideriamo precisare a tutti voi che l’azienda non è in vendita“, è il testo della mail inviato ai propri dipendenti dalla presidente onoraria e dalla vice-presidente, che hanno in mano il 70% del capitale. Strada sbarrata, quindi, per il gruppo cinese Yida Investment Group, guidato Yida Zhang, che ha presentato una manifestazione d’interesse per rilevare l’intero capitale di Esselunga e La Villata, a cui fanno capo le proprietà immobiliari. L’offerta, come anticipato da La Repubblica e documentato da Affaritaliani, è pari a 7,3 miliardi di euro ed è valida fino al 7 luglio. Ma, a quanto pare, gli eredi di Bernardo Caprotti non hanno intenzione di vendere la proprietà del colosso della distribuzione. L’affare, spiega oggi l’Adnkronos, è stato impostato dall’ex giocatore della Lazio Gigi Martini. Il calciatore, che è anche ex presidente di Enav, ha uno stretto rapporto di amicizia con Yida Zhang. Un ruolo nel tentativo di acquisto lo ha svolto anche Giulio Malgara, fondatore dell’Auditel e amico della famiglia Caprotti. Martini e Malgara avrebbero avuto l’idea di avvicinare le parti e verificare la fattibilità dell’operazione, vista la disponibilità del magnate cinese a investire in Italia. I contenuti dell’offerta sono stati costruiti rapidamente una volta constatato l’interesse concreto di Yida Zhang. Ma da Giuliana Albera e Marina Caprotti è arrivato un secco no che stoppa le volontà orientali di mettere le mani su Esselunga. La catena di supermercati, prima della morte del fondatore, era finita nel mirino dei fondi Blackstone e Cvc avevano valutato il gruppo tra i 4 e i 6 miliardi  a seconda dell’inclusione o meno dell’attività immobiliare da rilevare insieme alla gestione operativa.

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  2. La storica segretaria di Bernardo Caprotti, Germana Chiodi, che ha ereditato la metà dei risparmi del fondatore di Esselunga (75 milioni), lascia il gruppo. Lo si apprende da fonti vicine alla società. La donna, oggi 69enne, in pensione dal 2008, era presente ancora in azienda come consulente ed era considerata la 'memoria storica' dei supermercati italiani. "Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari oltre che aziendali" aveva lasciato scritto nel testamento Caprotti. Germana Chiodi, diventata dirigente a capo della squadra che compone la segreteria del gruppo, era diventata il consigliere di Caprotti e di fatto la sua figura 'ombra' nella gestione. 

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