martedì 13 giugno 2017

Bancarotta per Fede

[Gengis Khan ha cambiato la storia del mondo per sempre. Internet lo farà in modo più radicale a assoluto. Veni vidi web] I giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Emilio Fede a 3 anni e mezzo di carcere per concorso in bancarotta nell'ambito della vicenda legata al fallimento della società di Lele Mora (che ha già patteggiato) e del presunto dirottamento a suo favore di 1,1 milioni di euro della somma stanziata da Silvio Berlusconi per salvare la società dell'ex talent scout. Il Tribunale ha anche stabilito che Emilio Fede risarcisca per intero e immediatamente la somma distratta all'impresa individuale Dario Mora, la curatela del fallimento. Nel corso della sua arringa difensiva, Alessandra Guarini, legale di Emilio Fede, aveva chiesto l'assoluzione con formula piena per l'ex direttore del Tg4 perché "nulla lega Emilio Fede allo stanziamento di queste somme e non vi è prova che queste somme siano state date a Fede per le attività di mediazione o come spartizione in forza di un accordo con Lele Mora".  L'avvocato Guarini nel suo intervento ha spiegato che "le somme ricevute da Lele Mora non sono entrate nel patrimonio dell'impresa e quindi non è configurabile la distrazione". "È stata una scelta di Mora usare quelle somme in altro modo". Il difensore ha aggiunto che "non c'è stato alcun patto con Fede, né alcun accordo" che possa far parlare di spartizione. "Non è vero che Fede svolse il ruolo di mediatore" con Berlusconi per far ottenere il finanziamento a Mora, ma ha "solo detto, quando aveva visto Berlusconi, che Mora era in gravi difficoltà". I giudici si sono ritirati in camera di consiglio per emettere il verdetto.

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  1. L'ex direttore del Tg4 Emilio Fede è stato condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione per la vicenda con al centro alcuni falsi fotomontaggi 'hot' che, secondo l' accusa, avrebbe fatto confezionare per ricattare i vertici di Mediaset, quando venne licenziato nel 2012 e, in sostanza, per ottenere un accordo di uscita più vantaggioso. Il pm aveva chiesto 4 anni e 9 mesi. È la seconda condanna in pochi giorni a carico del giornalista, al quale il 12 giugno sono stati inflitti 3 anni e mezzo per concorso in bancarotta. Il giudice Alberto Carboni della sesta sezione penale ha confermato un'imputazione di tentata estorsione, ha riqualificato in tentata estorsione un'ipotesi di estorsione e ha riqualificato un'accusa di violenza privata in minacce. Secondo le indagini coordinate dal pm Silvia Perrucci, il giornalista nel 2012 avrebbe dato mandato a Gaetano Ferri, suo ex personal trainer e già condannato in appello per questa vicenda, e ad altre due persone di assemblare finti fotomontaggi compromettenti che ritraevano il direttore dell'informazione di Mediaset, Mauro Crippa, così come il presidente dell'azienda Fedele Confalonieri. E attraverso una serie di "pressioni e minacce", in pratica, come affermato dal pm in requisitoria, avrebbe costretto "Crippa, Confalonieri ma anche lo stesso Silvio Berlusconi" a fargli avere "un accordo più vantaggioso con una buonuscita di 820 mila euro e un contratto di collaborazione di 3 anni". Il capo di imputazione relativo all'accordo, che era contestato come estorsione, è stato però riqualificato dal giudice come un tentativo di estorsione, reato contestato e confermato per il presunto confezionamento delle fotografie che era avvenuto in precedenza. Il giudice ha disposto una provvisionale di risarcimento di 20mila euro a carico di Fede e a favore di Crippa, difeso dal legale Edda Gandossi, e di 2 mila euro a favore di Ferri ("sentenza giusta, ma pena bassa", ha commentato), parte civile in questo processo per una vicenda di violenza privata riqualificata in minacce. Nel processo erano parti offese Rti-Mediaset e Confalonieri con il legale Lucio Lucia. Stando alla difesa di Fede, rappresentata da Alessandra Guarini e Maurizio Paniz, l'allora direttore "non si aspettava certamente di essere licenziato in tronco quel 28 marzo del 2012 con una vera e propria imboscata e ha usato espressioni ingiuriose e di rabbia nei confronti di Crippa, ma nella sua condotta non c'è stato nulla di violento o minaccioso volto ad impedire il suo licenziamento e ad ottenere un accordo più favorevole". Tre giorni fa Fede è stato condannato per il caso del prestito di Silvio Berlusconi a Mora per salvare la sua Lm Management: il giornalista avrebbe trattenuto per sé circa 1,1 milioni di euro.

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