mercoledì 5 aprile 2017

Scelta adr risponde

[Senti assai, parrà picca, cridi nenti. Ascolta molto, parla poco, credi niente. Detto popolare siciliano] Un interrogatorio sfiancante, durato quasi undici ore. Carmelo Scelta ha risposto difendendosi su tutta la linea e tirando in ballo l'allora amministratore delegato Dario Colombo. "Non ho mai preso mazzette da nessuno", ha subito precisato. "Il potere di firma era in mano all'amministratore delegato Dario Colombo (anche lui indagto), non potevo combinare gli appalti come mi viene contestato. Non decidevo nulla perché al direttore generale non competevano i poteri di spesa, le attribuzioni di incarichi e le sottoscrizioni di incarichi che venivano condivisi dal consiglio di amministrazione", ha dichiarato. Di certo c'è che Carmelo Scelta non arretra di un passo. Gli appalti per il restyling dell'aeroporto Falcone e Borsellino - hanno svelato le indagini della polizia - erano affidati sempre alle stesse ditte. E senza seguire le procedure dettate dalla legge. Scelta, già licenziato due anni fa dalla nuova gestione dell'aeroporto, nelle intercettazioni diceva: "Io sono un Dio, cioè mi maciullo chiunque". Il gip Walter Turturici ha disposto per lui, nel giorno del blitz, gli arresti domiciliari perché c'é "l'attualità del pericolo di recidiva", ovvero che commetta altri reati dello stesso tipo. Il giudice ha anche scritto: "Scelta, dopo l'interruzione del rapporto di lavoro con Gesap, svolge il ruolo di consulente del sottosegretario al ministero dei Trasporti (Simona Vicari) con compiti specificatamente afferenti alla materia aeroportuale". Ormai va avanti da otto ore  l’interrogatorio di Carmelo Scelta, l’ex direttore generale della Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di avere di avere pilotato gare d’appalto per svariati milioni di euro, di truffa ai danni dello Stato e corruzione. Scelta sta rispondendo da oltre otto ore alle domande del gip Walter Turturici, alla presenza dei pm Claudia Ferrari e Luca Battinieri. Scelta  è difeso dal suo legale Enrico Sanseverino,. Oltre a Scelta, agli arresti domiciliari, sono coinvolti nell’inchiesta della Procura di Palermo anche Giuseppe Liistro, ex responsabile area manutenzione società concessionaria dello scalo palermitano, poi passato alla società Adr, che gestisce gli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino, che però di recente lo ha sospeso dall’incarico, e ancora Giuseppe Giambanco, professore ordinario della Facoltà di Ingegneria dell’università degli Studi di Palermo, e Stefano Flammini, amministratore unico di F.G. Tecnopolo con sede a Roma. Un interrogatorio fiume per l’ex direttore generale della Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di avere pilotato gare d’appalto per svariati milioni di euro, di truffa ai danni dello Stato e di corruzione. Secondo quanto si apprende, Scelta avrebbe respinto tutte le accuse affermando con forza di non avere avuto potere di firma, quindi sarebbe stato “impossibile potere ciò che mi viene contestato”. Nell'ordinanza il gip Walter Turturici ha scritto: "Scelta, dopo l'interruzione del rapporto di lavoro con Gesap, svolge il ruolo di consulente del sottosegretario al ministero dei Trasporti (Simona Vicari) con compiti specificatamente afferenti alla materia aeroportuale".Scelta ha risposto anche su questo punto. "Con Simona Vicari c'è un rapporto di amicizia da quando lei è stata eletta deputato regionale nel 1994". E proprio in virtù di questa amicizia la Vicari si sarebbe rivolta a Scelta. "Le era stata affidata la delega per la continuità territoriale, cioè per garantire le tratte per Lampedusa e Pantelleria. Il bando di gara stava scadendo e mi ha chiesto di assisterla perché tutto andasse a buon fine - ha ricostruito Scelta - ma non ho avuto alcun incarico, mi ha consultato
amichevolmente per le mie competenze. I messaggi e le mail tra di noi erano relativi alle normative". "In riferimento alle attuali vicende giudiziarie che vedono la società Gesap, suo malgrado, vittima di una complessa rete di interessi illeciti, rappresento la mia più serena e completa disponibilità a contribuire e collaborare con gli inquirenti, non solo al fine di far verificare la mia più totale estraneità ai fatti rilevati, ma con il preciso impegno a fornire tutto il supporto necessario e per meglio individuare eventuali condotte illecite e gli eventuali attori, che ne sono stati protagonisti". Lo dice l'ex amministratore delegato della Gesap, Dario Colombo."Nel caso di Gesap è bene ricordare, come si evince dai verbali del consiglio di amministrazione, che su mia iniziativa e del presidente Fabio Giambrone, con il pieno supporto di tutti gli altri amministratori - conclude - dopo la scioccante vicenda di cui si era reso protagonista Helg, si è provveduto al licenziamento di Scelta e alla rotazione di tutti i dirigenti. Improntando la mia azione amministrativa al rigoroso rispetto dei principi di efficienza e legalità". Anche il presidente dell'Enac Vito Riggio è intervenuto  sulla questione commentando con l'Ansa il contenuto di un'intercettazione, riportata da alcuni quotidiani.  "Non mi sono mai occupato di procedure di appalti di nessun tipo né di progettazione né di esecuzione di lavori in nessun scalo italiano men che mai a Palermo che è la mia città. Querelerò chi sostiene il contrario". "In Sicilia non ti scordare che fanno quello che gli pare", diceva l'imprenditore romano Carlo Damiani, titolare di una importante ditta di progettazione, che aveva deciso di non partecipare più alle gare bandite all'aeroporto di Palermo. E si sfogava con il collega Sergio Gaudino, uno degli indagati sugli appalti a Punta Raisi: "Quando il committente vuole, con questa procedura, si sceglie praticamente già il progettista e in una terra come la Sicilia dove comanda Vito Riggio, e ovviamente Vito Riggio già gli aveva detto qui la deve vincere Tizio e Caio, capito?".

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