venerdì 21 aprile 2017

Referendum Alitalia

[All'omu onesti ogni paisi è patria. Per l'uomo onesto ogni paese è patria. Frase popolare siciliana] Al via il referendum tra i lavoratori Alitalia che dovranno esprimere un giudizio sul verbale di confronto del 14 aprile tra azienda e sindacati. Ad annunciarlo un comunicato del Comitato elettorale per la consultazione inizia alle 11 di questa mattina e avrà termine lunedì 24 aprile alle 16. Nei giorni del 21-22-23 aprile i seggi apriranno alle 8 e chiuderanno alle ore 21. Le operazioni spoglio elettorale avranno inizio alle ore 16.30 del giorno 24 aprile 2017. I seggi elettorali sono nove, a Roma e Milano. Saranno i 12.300 dipendenti della compagnia a decidere, attraverso il loro voto al referendum sul preaccordo siglato da azienda e sindacati per il piano di rilancio, le sorti del vettore. Il personale di volo di Alitalia conta complessivamente 5.200 lavoratori (3.650 assistenti di volo e 1.550 piloti) a fronte dei 7.100 dipendenti  di terra. Al voto andranno tutti i dipendenti della compagnia, compresi gli 850 dipendenti a tempo determinato (11.450 gli indeterminati). Nel frattempo, il presidente uscente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, è al lavoro per la compagnia ad Abu Dhabi. Lo si apprende da fonti vicine alla stessa compagnia aerea. Al centro dei colloqui con i soci arabi la complessa situazione di Alitalia ed i piani per il suo rilancio. "E’ la palese dimostrazione che la richiesta pervenuta martedì da più sigle sindacali di fare parte delle procedure di voto era solo propaganda". Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac ed Anpav (Associazione nazionale professionale assistenti di volo) sulla decisione dell’Usb (Unione sindacale di base) di non partecipare ai comitati elettorali in occasione della consultazione referendaria in Alitalia spiegando che “nonostante sia stato proposto da noi firmatari del verbale del 14 aprile al 'Fronte del no' di fare parte a pieno e pari titolo sia del comitato elettorale che di ogni seggio, Usb accampa scuse puerili per chiamarsi fuori".  “Era nostra intenzione -spiegano le quattro organizzazioni sindacali e le due associazioni professionali- certificare la consultazione referendaria proprio al fine di rendere il più possibile trasparente e partecipato il suo esito, ma è evidente che quello che si chiede per propaganda ieri si ribalta oggi. In effetti da chi non si dimostra capace nemmeno di saper gestire un referendum -sostengono infine Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl TA, Anpac ed Anpav- non ci si può attendere che possa assumersi altre e ben più serie responsabilità". "Da mesi attendevamo che anche il vicepresidente della Camera, Di Maio desse la sua autorevole opinione su Alitalia". Così il segretario nazionale della Filt-Cgil, Nino Cortorillo, risponde alle affermazioni del senatore del M5S sottolineando che "avevamo notato l'assenza del sindaco di Roma Raggi, forse convinta che essendo l'aeroporto sito in Fiumicino non riguardasse la capitale ed infatti non una parola è stata spesa sin oggi sulla impresa più rilevante della città". "Invece il senatore Di Maio - aggiunge il dirigente nazionale della Filt - si inerpica su astrazioni che anziché dire come risolvere la crisi di Alitalia e come si deve impedire un possibile fallimento a giorni, pensa che il tema sia attaccare il sindacato. In effetti dove non c'è lavoro - sostiene infine Cortorillo - non può esistere sindacato".

2 commenti:

  1. Se prevale il no al referendum sul verbale di Alitalia "non c'è un piano B". Lo ha detto il presidente designato di Alitalia, Luigi Gubitosi parlando a Carta Bianca su Rai3. Con il sì al referendum sul preaccordo - ha spiegato, si sblocca l'aumento di capitale di due miliardi di euro. Se vincesse il no - dice - "la via sarebbe il provvedimento amministrativo che porterebbe Alitalia verso un destino al quale non voglio neanche pensare". Gubitosi ha quindi messo in evidenza come sia "molto difficile far ripartire Alitalia, ma non impossibile". E sulla compagnia parla anche Luca Cordero di Montezemolo raggiunto telefonicamente mentre era in partenza dall'aeroporto di Abu Dhabi: "Due miliardi di aumento di capitale a disposizione di Alitalia da parte di tutti i soci, forte discontinuità manageriale rispetto al recente passato, con l'arrivo di un manager italiano di valore al comando, nuove rotte e nuovi aerei. Questi sono gli impegni degli azionisti italiani e di Abu Dhabi in Alitalia". Il no al referendum significa assumersi la responsabilità di mettere l'azienda in liquidazione", ha affermato Montezemolo, parlando al telefono al ritorno da Abu Dhabi della consultazione tra i lavoratori del gruppo sul pre-accordo raggiunto a Palazzo Chigi.

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  2. L'affluenza al referendum sul verbale di confronto tra Alitalia e sindacati "era a circa il 55% ieri sera a chiusura seggi alle 21.00". Lo rende noto la Uiltrasporti, ricordando che alle 16.00 di lunedì si chiuderanno le votazioni e poi il 26 aprile ci sarà al Ministero dello sviluppo economico la prima riunione post referendum tra azienda e sindacati.
    "Il referendum si sta svolgendo in modo ordinato, l'affluenza è alta ma la gente è arrabbiatissima e ne ha tutte le ragioni" ha detto all'ANSA il segretario generale dell'Anpac, Antonio Divietri, nel terzo giorno di voto, chiedendo quale sia "l'alternativa a questo accordo" e che "bisogna scegliere tra la padella e la brace". Per protesta "tanti colleghi si sono dimessi dai sindacati", ha spiegato Divietri, sottolineando che "ad oggi l'Anpac ha perso 180 assistenti di volo e 3 piloti". Sull'esito finale del referendum Divietri afferma che "onestamente non so come andrà a finire", ma sottolinea che "non c'è alternativa al sì", auspicando "che prevalga il buon senso".

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