venerdì 21 aprile 2017

Putin non vuole i Testimoni Geova

[Si Tolla cacava nun muria. Se Tolla cacava, non moriva. Frase popolare siciliana] La Corte suprema russa sta valutando la richiesta del ministero della Giustizia di vietare l'attività dei Testimoni di Geova definendo la loro organizzazione religiosa come "estremista". I Testimoni di Geova hanno presentato ricorso alla corte denunciando di essere vittime di repressione politica, ma la loro istanza è stata respinta. L'iniziativa del governo russo è stata definita "estremamente preoccupante" dagli esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite, secondo cui "questo processo è una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa". Un'esplosione si è verificata stamattina nel centro di Rostov sul Don, in Russia meridionale. Secondo la Tass, "un uomo è rimasto ferito". La deflagrazione è avvenuta attorno alle 6.30-7 del mattino (le 5.30-6 in Italia). Secondo l'ufficio stampa della Guardia nazionale nel Caucaso del Nord, citato dalla Tass, ad esplodere sarebbe stato un ordigno artigianale nascosto in una torcia elettrica. "Un senzatetto - spiega la Guardia nazionale - ha trovato un pacco attorno alle 6.30 del mattino e ha deciso di controllarne il contenuto, tra cui la torcia elettrica", che sarebbe esplosa quando l'uomo ha tentato di accenderla. L'uomo avrebbe perso la mano. Inoltre fonti zariste condannano l'uso di armi chimiche in Siria è "un crimine pericoloso e mostruoso": lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sottolineando tuttavia che è troppo presto per accusare qualcuno di aver usato armi chimiche perché sono necessarie delle prove. Lo riferisce la testata filo-Cremlino Sputnik. L'aviazione siriana viene accusata del presunto attacco chimico in Siria centrale di martedì scorso. Il ministero della Difesa russo spiega però quanto accaduto due giorni fa nella provincia di Idlib, dove sono morte decine di persone, sostenendo che una città in mano ai ribelli nel nord della Siria sia stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano.   La Corte suprema russa ha vietato l'attività dei Testimoni di Geova definendo la loro organizzazione religiosa "estremista" e ne ha sequestrato i beni a favore dello Stato. Lo riporta l'agenzia Tass. La Corte suprema russa ha così accolto una richiesta del ministero della Giustizia. L'organizzazione religiosa ha fatto sapere che impugnerà la sentenza.


1 commento:

  1. Il collegio d'appello della Corte suprema russa ha confermato la sentenza del 20 aprile che ha dichiarato "estremista" l'organizzazione religiosa dei testimoni di Geova imponendole il divieto di attività in Russia e ordinando il sequestro dei beni a favore dello Stato. È stato quindi respinto il ricorso in appello del gruppo religioso, che però, per bocca dell'avvocato Viktor Zhenkov, ha annunciato che intende impugnare la sentenza davanti alla Corte europea dei diritti dell'Uomo.
    Bandendo l'attività del gruppo cristiano antitrinitario - noto per le prediche porta a porta e per il rifiuto del servizio militare -, la Corte suprema russa ha accolto una richiesta del ministero della Giustizia, che accusa l'organizzazione religiosa di "violare la legge per combattere l'estremismo", ma ha sfidato anche il parere degli esperti delle Nazioni Unite, che a inizio aprile avevano definito l'iniziativa del governo russo "estremamente preoccupante", denunciando "una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa".

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