giovedì 13 aprile 2017

Di Matteo stoppato

[Londra, un uomo attenta ai valori dell’Occidente. Distruggendo un Suv. spinosa.it] Il pm Nino Di Matteo ha rifiutato la proposta del Csm di lasciare Palermo per motivi di sicurezza. "Non sono disponibile al trasferimento d'ufficio - ha detto il magistrato - Accettare un trasferimento con una procedura straordinaria connessa solo a ragioni di sicurezza costituirebbe a mio avviso un segnale di resa personale ed istituzionale che non intendo dare". Il pm Nino Di Matteo resterà a Palermo altri sei mesi. Lo ha disposto il ministero della Giustizia accogliendo la richiesta, avanzata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, di posticipare la sua presa di possesso alla Direzione Nazionale Antimafia. Di Matteo era stato nominato sostituto procuratore della Dna. Dopo la nomina, però, il magistrato ha manifestato in più sedi la volontà di proseguire il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia che, spostandosi nella Capitale, avrebbe dovuto lasciare. E ha auspicato una sua applicazione al dibattimento: un provvedimento che gli avrebbe permesso di sostenere l'accusa in giudizio e nello stesso tempo cominciare il suo lavoro in via Giulia. La decisione di posticipare di fatto il trasferimento, che ha ricevuto l'ok del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti, non solo permetterà al pm di portare a termine il processo trattativa ma anche di lavorare a tutti gli altri processi a cui è applicato.
 

1 commento:

  1. In Italia è protetto proprio come un Capo di Stato, ma in Inghilterra si sarebbe dovuto muovere senza scorta armata. Ed è per questo che il pm Nino Di Matteo ha rinunciato ("con grande amarezza", afferma) a parlare a Londra di mafia e corruzione a un pubblico formato da studenti e anche docenti. Il magistrato ha comunicato di non potere accettare l'invito del College London Italian Society, quando ormai era tutto pronto. Senza Di Matteo è stato comunque proiettato ''A Very Sicilian Justice'', un docufilm realizzato da due giornalisti della Bbc (con la voce narrante del Premio Oscar Helen Mirren), sull'esperienza del pm del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia.

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