sabato 15 aprile 2017

38 parallelo in fermento

[Salvini: “Ero all’aeroporto, la polizia mi ha fermato”. L’ordine era di bloccare i fanatici che vogliono distruggere l’Europa. spinoza.it] Il rischio che nella Penisola coreana scoppi un conflitto preoccupa il governo giapponese, che sta lavorando per pianificare i passi da fare in tale eventualità. Lo scrive l'agenzia di stampa nipponica Kyodo. Secondo le fonti governative interpellate dalla Kyodo, il Consiglio di sicurezza nazionale di Tokyo ha discusso un piano per l'evacuazione dei giapponesi - circa 60mila - dalla Corea del Sud, la quale si troverebbe in prima linea ed esposta a un'eventuale
rappresaglia nordcoreana a un attacco Usa. Verrebbe effettuata attraverso l'invio di aerei e navi. L'altro fronte sensibile per Tokyo è quello dei rifugiati che si riverserebbero sulle sue coste e che potrebbero usati da agenti nordcoreani per infiltrare il territorio nippponico. La situazione attorno alla Corea del Nord è in rapido deterioramento. Il presidente Usa Donald Trump ha avvertito ieri che la questione nordcoreana verrà "affrontata" e, secondo fonti americane, Wahington sta vagliando le opzioni militari da attivare in caso di sesto test nucleare da parte del regime di Kim Jong Un. Ieri il rispettato sito 38 North ha segnalato che, sulla base delle sua analisi di foto satellitari, il sito nucleare di Punggye-ri sarebbe pronto per una nuova esplosione. Analisti ritengono che essa potrebbe aver luogo domani, nel 105mo anniversario della nascita del defunto fondatore della Repubblica popolare democratica di Corea Kim Il Sung, "presidente eterno" e nonno dell'attuale leader. Il rischio concreto di un conflitto in Corea, che oggi è stato denunciato anche dalla Cina, spinge Tokyo - secondo quanto riferiscono le fonti alla Kyodo - a giudicare necessaria un'urgente revisione dei suoi piani d'emergenza, fermi al 1996 e basati su quella che erano le linee guida di difesa congiunta Giappone-Usa di allora. Dopo il suo primo vertice a Mar-a-Lago, il resort di Trump, col presidente americano, Abe - secondo quanto hanno riferito le fonti alla Kyodo - ha convocato una riunione ministeriale del Consiglio di sicurezza nazionale il 23 febbraio e ha dato indicazione a Kazuhiro Sugita, il vicecapo di gabinetto, di preparare nuovi piani di crisi, valutando anche la possibilità di rivolte interne alla Corea del Nord. Lo scoppio di un conflitto provocherebbe un grande flusso di rifugiati e "boat-people" nel mar del Giappone. Per questo i partecipanti a quella riunione hanno giudicato necessario, sostengono ancora le fonti, preparare una risposta umanitaria, ma anche rafforzare i controlli per evitare le infiltrazioni di agenti nordcoreani mescolati ai rifugiati. La posizione del governo giapponese in relazione alla crisi nordcoreana è quella di "dialogo e pressione". Shinzo Abe condivide la linea di Trump di responsabilizzare la Cina, chiedendo a Pechino di usare la sua influenza su Pyongyang.

Nessun commento:

Posta un commento