giovedì 9 marzo 2017

Vertice anti-Isis 22-23/3?

[Non esiste il sentiero verso la felicità. Il sentiero è la felicità. Siddharta Gautama] Donald Trump potrebbe ospitare un vertice anti-Isis a Washington il 22 e 23 marzo prossimi. Lo riporta la stampa americana citando alcune fonti, secondo la quale 60 fra paesi e organizzazioni internazionali sono stati invitati. L'amministrazione Trump sta valutando di dispiegare fino a mille soldati in Kuwait come forza di riserva nella lotta all'Isis in Siria e in Iraq. Lo riporta la Reuters, mentre la Cnn parla di un gruppo di marine già arrivato nel nord della Siria per sostenere le forze locali che si apprestano a lanciare l'offensiva verso Raqqa. I marine giunti in Siria - riporta anche il Washington Post - erano già dispiegati nella regione e il loro spostamento dalle navi Usa nel Golfo Persico non aveva bisogno del consenso del presidente Donald Trump o del segretario alla Difesa James Mattis. Ma sia la Casa Bianca che il Pentagono erano informati. Secondo la Reuters altri soldati Usa arriveranno prossimamente nella regione, fino a mille. Sulla scrivania dello Studio ovale la proposta di concedere ai comandanti sul posto maggiore flessibilità nelle decisioni per rispondere più rapidamente a situazioni impreviste o ad attacchi sul campo. Almeno 14 civili uccisi, tra cui sei minori e 4 donne, il bilancio di un bombardamento aereo nel nord della Siria in una zona controllata dall'Isis. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui il raid è avvenuto su Matab, una località a est di Raqqa, la roccaforte dell'Isis nel nord della Siria. Il gruppo di attivisti di "Raqqa viene sterminata nel silenzio" (Rbss) sostengono che gli uccisi nel raid aereo sono 18. Non è chiaro quale aviazione abbia effettuato l'attacco.  Per molti attivisti siriani, Jaysh Khalid, è riuscito nelle sue imprese dopo aver attivato "le cellule dormienti" dell'Isis nella provincia meridionale di Daraa: "Risvegliando queste cellule, i jihadisti hanno trascinato i ribelli locali, già impegnati in una battaglia con le forze governative nella città di Daraa, in un conflitto su due fronti". Secondo fonti di sicurezza citate da MEE, la crescita di Jaysh Khalid "ha causato enorme frustrazione per il Centro delle operazioni militari (MOC) con sede ad Amman, un organismo nato nel 2013 e sostenuto dagli Usa per fornire armi, tattiche e finanziamenti alle fazioni dell'opposizione. Ironia della sorte vuole che le Brigate dei Martiri di al Yarmouk, nome precedente di Jaysh Khalid, fosse finanziato e sostenuto dal MOC fino al 2014. 

Alla fine di novembre, aerei da guerra israeliani hanno colpito una posizione Jaysh Khalid nel sud delle alture siriane del Golan. Attacco, seguito nei primi di febbraio da un raid dell'aviazione militare giordana sempre sulla stessa posizione. Entrambi gli attacchi sono stati i primi nel loro genere, ma nessuno dei due sembra aver rallentato lo slancio del gruppo terroristico. L'analista arabo Aymen al-Tamimi ritiene che un fattore significativo nel corso degli ultimi avvenimenti sia stata la debolezza dei ribelli nel sud, qualcosa che Jaysh Khalid sembra aver compreso e sfruttato. "I ribelli del sud sono militarmente inefficaci e suddivisi in troppe fazioni, e la corruzione ha ostacolato la lotta contro Jaysh Khalid", ha spiegato a MEE. Ma non è solo la mancanza di volontà dei ribelli di combattere a d aver favorito l'ascesa dei jihadisti. Secondo MEE, esiste un altra questione, se possibile, ancora più spinosa: "Non tutti i gruppi ribelli sono necessariamente interessati a sconfiggere Jaysh Khalid", afferma il sito ricordando che "lo spettro dei ribelli del sud va dal secolare all'islamista, e molti di questi gruppi non sono disposti ad uccidere altri musulmani, come si proclama Jaysh Khalid". Per accreditare il suo teorema, il sito ricorda un colloquio fatto con un membro di Jaysh Khalid nel dicembre 2016, il quale ha dato questa spiegazione per le sconfitte dei ribelli sostenuti dagli Usa: "Non ci sono combattimenti. Le battaglie sono diventate qualcosa di concordato (...) solo per le fotografie". La brutalità e la diffusione delle decapitazioni di questa ultima offensiva possono aver spinto l'opposizione ad agire più concretamente: lo scorso primo marzo, l'Esercito libero siriano dell'opposizione moderata ha annunciato l'istituzione di un'alleanza di 16 gruppi ribelli proprio per fare fronte ai jihadisti di Jaysh Khlaid nel sud-ovest della Siria.E' in corso la nascita di un nuovo Califfato? Secondo i comunicati stampa dell'opposizione moderata i ribelli stanno facendo progressi nel sud. Ma l'analista Tamimi si mostra scettico su questi proclami: "Non vedo una sconfitta per Jaysh Khalid. Penso che Jaysh Khalid voglia stabilire un Califfato a Daraa occidentale. Se ci riuscissero, sarebbe una dimostrazione di forza, trovandosi vicino a Israele, alla Giordania e a Damasco. Per loro, avere una forte presenza accanto a questi confini è strategico, in quanto sono abbastanza vicini da potere colpire o bombardare Israele e Giordania".

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