giovedì 2 marzo 2017

TOTONOMINE ALITALIA

[Ten. Col. Danny McKnight : niente Spectre a copertura,di giorno anziché di notte e per di più quando sono tutti fatti di kat, nell'unica parte della città in cui Aidid può organizzare un contrattacco in tre secondi …e vi pare che non mi va!Dal film Black Hawk Down] Potrebbe essere Luigi Gubitosi il prossimo a.d. di Alitalia. L'ipotesi circolata questa mattina su Il Messaggero, Repubblica e Il Fatto, in base alla quale l'ex capoazienda di Rai e Wind sarebbe il nome che è stato condiviso dagli azionisti italiani, Intesa Sanpaolo e Unicredit, e dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. A seguito di ciò prenderebbe il posto di Cramer Ball, voluto dal connazionale James Hogan, presidente di Etihad Airways. La distanza tra governo e Abu Dhabi non è poca. Il Corriere della sera di oggi si sofferma sulle lamentele espresse dalla compagnia emiratina nei confronti dell'esecutivo a seguito di quella che è stata giudicata un'eccessiva apertura ai vettori low cost, per il decreto di liberalizzazione su Linate, per i mancati investimenti per sostenere le aperture delle nuove rotte di lungo raggio di Az. Dal canto suo il governo non ha approvato la mancata comunicazione sulla situazione finanziaria della compagnia, inoltre, ai manager degli Emirati viene rimproverato di non aver compreso il mercato italiano. Numeri alla mano per il bilancio 2016 si parla di una cifra compresa tra i 500 e i 600 milioni di perdite (durante la gestione emiratina), a ciò si aggiunga che l’obiettivo dell’utile, che per Hogan doveva essere raggiunto nel 2017, è stato rinviato a data da destinarsi. Secondo indiscrezioni, il presidente Luca Cordero di Montezemolo, che è stato negli Emirati nei giorni scorsi, riterrebbe concluso il suo mandato in litalia. Secondo il Messaggero, il manager avrebbe manifestato già da novembre l’intenzione di lasciare la presidenza della compagnia. Al punto tale che non è escluso anche un ruolo da presidente per Gubitosi. Per saperne di più si deve attendere la giornata di lunedì prossimo, quando dovrebbe esserci la riunione del Cda.

1 commento:

  1. Nuovo cda di Alitalia lunedì. Ma nemmeno questo sarà il consiglio che darà il via libera all'atteso piano industriale. Nonostante il pressing del Governo e l'attesa 'armata' dei sindacati, probabilmente si dovrà attendere un secondo cda per l'ok definitivo di un documento che, nelle bozze esaminate dai soci, si prevede sia difficile da digerire per le organizzazioni dei lavoratori. Sul tavolo infatti, oltre a una cifra probabilmente poco inferiore a 2.000 esuberi, importanti 'sforbiciate' al costo del lavoro, alle spese e nessun investimento sulla flotta. L'avvio dunque di quella che è stata denominata la 'fase due' dell'Alitalia targata Etihad, si preannuncia piuttosto complicato. Anche perché a rendere ancora più complesso il quadro della compagnia è il confronto interno che riguarda i vertici. Se da un lato infatti il nome di Luigi Gubitosi come prossimo capo azienda appare fortemente sostenuto dai soci bancari, dall'altro non è ancora stato messo l'ok definitivo sull'uscita dell'attuale a.d. Cramer Ball. Con rumors, che affondano le radici ad Abu Dhabi, che ipotizzano addirittura una 'convivenza' dei due. Sullo sfondo, poi, le decisioni che prenderà il presidente Luca Cordero di Montezemolo, ancora al suo posto per richiesta di tutti soci, ma che da tempo riflette sull'opportunità, completata la prima fase di rinnovo della compagnia, di fare un passo indietro. Tornando al piano industriale, il confronto con i sindacati si preannuncia tutto in salita. Se le indiscrezioni circolate fossero vere, a partire da un taglio medio degli stipendi del 31%, come scrive 'Il Sole 24 Ore' - afferma il segretario nazionale della Cgil che segue il settore, Nino Cortorillo - "la trattativa sarebbe impossibile". Che ricorda come "abbiamo detto no alle modifiche chieste sul contratto perché ci sembravano inaccettabili", figuriamoci ad un ulteriore peggioramento per i lavoratori. Cortorillo sottolinea inoltre che il costo del personale è di circa il 17% dei costi complessivi e non è l'area su cui incidere. "Siccome si perde volando - dice - si è deciso di volare meno ma non è la soluzione. Dieci anni fa l'azienda aveva 200 aerei contro i 120 attuali e 20.000 dipendenti contro i circa 12.000 attuali ma la contrazione continua delle attività non ha risolto nulla". Dello stesso parere il segretario generale della Uilt, Claudio Tarlazzi. "Non ci sono margini per la trattativa" dice, ricordando che "il costo del lavoro - sottolinea - rappresenta meno del 17% del costo complessivo e il 19% dei ricavi. Il problema vero sono i ricavi che non aumentano. Nel 2016 rispetto al 2015 ci risulta un calo di circa 400 milioni". 

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