martedì 14 marzo 2017

Sos povertà in Italia

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Sulità, santità; picca pani e libertà. Solitudine, santità; poco pane e libertà. Detto siciliano] Una crisi, spietata e drammatica, che sembra non finire mai con gli italiani che, da anni ormai sull’altalena di (tantissimi) bassi e pochissimi alti, non riescono proprio a vedere la luce che annuncia la fine del tunnel. Un’emergenza alla quale, finora, non si è stati capaci di porre rimedio, che nel corso degli anni ha lasciato sul campo tantissime vittime di una crisi che non fa prigionieri. Risultato? Presente incerto, futuro congelato e un dato che, più degli altri, allarma: in 10 anni sono raddoppiate, infatti, le famiglie in condizioni di povertà assoluta. Nel 2015 è stata superata quota un milione e mezzo, mentre dieci anni prima i nuclei in difficoltà erano meno di un milione, che vuol dire un incremento del 63,4% (da 968.000 del 2006 si è passati a 1.582.000). Lo rivela l’Istat. Il Governo che fa? Ovviamente, corre ai ripari e introduce il reddito d'inclusione  che si carica sulle spalle il difficilissimo obiettivo di colmare un vuoto annoso. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti  definisce un “passo storico” il momento dell’approvazione del disegno di legge delega riguardante il contrasto, appunto, alla povertà. “L`Italia avrà per la prima volta uno strumento universale su tutto il territorio nazionale per combattere la povertà”. L’entità dei fondi stanziati per l’anno in corso saranno pari a circa 2 miliardi di euro con una somma analoga che verrà prevista anche per il 2018.  Saranno  circa 400 mila le famiglie povere che potranno ricevere il reddito di inclusione che prenderà, così, il testimone dell’attuale Sia (sostegno di inclusione attiva), pari a 400 euro al mese che sarà elevato a circa 480 euro. 

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