giovedì 2 marzo 2017

NON SOLO ROMEO

[Più sono grandi le opere, più sono grandi le tangenti. Beppe Grillo] L'inchiesta è scaturita da un'indagine che era stata avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Napoli per presunte irregolarità nelle assegnazioni di alcuni appalti. Un'indagine condotta dai pm della Dda, John Woodcock e Celeste Carrano: il fatto che il procedimento sia condotto dai magistrati dell'Antimafia è motivato dal presunto collegamento ai clan di alcuni dipendenti della ditta di pulizia, che fa capo al gruppo Romeo, che ottenne l'appalto per svolgere tale servizio all'ospedale Cardarelli di Napoli. Dagli accertamenti svolti dai magistrati emerse un presunto sistema di tangenti in riferimento sia all'appalto nell'ospedale Cardarelli che per altri lavori pubblici a Napoli. Gli sviluppi più importanti dell'indagine sono collegati alle intercettazioni telefoniche ed ambientali ed altre attività, come sequestri e perquisizioni (a Roma furono trovati in una discarica dei pizzini sui quali secondo l'accusa Romeo avrebbe annotato importo e destinatari delle mazzette) che hanno portato all'apertura del filone sugli appalti della Consip, la centrale di spesa della pubblica amministrazione. Ciò ha comportato una trasmissione, per competenza territoriale, di buona parte degli atti, alla Procura di Roma che sta operando in stretto contatto con i colleghi della Procura partenopea. Già nel 2016 l'Anac aveva condotto un'ispezione alla Consip da cui erano emerse criticità relative in particolare agli appalti per il Facility Management FM3 ed FM4: per questo l'Autorità Anticorruzione aveva inviato gli atti alla Procura di Roma. Gli ispettori avevano infatti rilevato che circa i due terzi dell'intero valore degli appalti erano stati aggiudicati a due soli soggetti: Romeo Gestioni Spa per circa 350 milioni a base d'asta e Manitalidea Spa per circa 330 milioni. L'imprenditore Carlo Russo e Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, "sfruttando le relazioni esistenti tra Tiziano Renzi e Luigi Marroni", ad di Consip, "si facevano promettere indebitamente" "da Alfredo Romeo", arrestato oggi, "che agiva previo concerto con Italo Bocchino, suo consulente, utilità a contenuto economico, consistenti nell'erogazione di somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni", in relazione allo svolgimento di gare. E' quanto si legge nella contestazione riportata nel decreto di perquisizione a carico di Russo. Una lotta imprenditoriale per aggiudicarsi gli appalti che, a detta degli stessi indagati, "sembra essere gestita a suon di tangenti" o attraverso la "ricerca di appoggi all'interno dell' 'alta politica'". Lo scrive il Gip di Roma Gaspare Sturzo nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Romeo. Dalle indagini, dice il Gip, è emerso un "gravissimo quadro di possibile infiltrazione criminale in Consip, almeno quanto ad alcune gare" tra cui la Fm4, il facility management del valore di 2,7 miliardi. "La forza corruttiva di Romeo è ampliata dalla sua conclamata 'rete' di conoscenze istituzionali 'ad altissimo livello', conoscenze che, all'evidenza, utilizza in modo spregiudicato per orientare a suo vantaggio l'agire della pubblica amministrazione". Alfredo Romeo ha consegnato somme di danaro, circa 100 mila euro, all'ex dirigente Consip Marco Gasparri per acquisirne l'asservimento della sua funzione in relazione alle sue attività imprenditoriali e con particolare riferimento ad uno dei lotti più prestigiosi del mega-appalto FM4 (facility management) da 2,7 miliardi di euro. E' questa l'accusa contestata dai pm all'imprenditore napoletano finito oggi in carcere per corruzione. Lo stesso Gasparri è indagato a piede libero per corruzione. Nei confronti di Marco Gasparri è stato disposto il sequestro patrimoniale di 100 mila euro: secondo gli investigatori di Carabinieri e Guardia di Finanza e gli inquirenti della procura di Roma, si tratta del provento della corruzione. Per cautelarsi dall'ipotesi di intercettazioni, l'imprenditore Alfredo Romeo ed il dirigente Consip Marco Gasparri hanno cominciato ad un tratto a comunicare tramite pizzini. Poi, esauriti i dialoghi contenenti accenni al passaggio di danaro tra loro, venivano strappati e gettati nella spazzatura. Sono stati i carabinieri del Noe a recuperarli ed a rimetterli insieme. Ora fanno parte del carico di prove dell'avvenuta attività di corruzione al vaglio del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi. L'ex parlamentare di An e del Pdl Italo Bocchino, consulente di Alfredo Romeo, e Carlo Russo, imprenditore farmaceutico di Scandicci, amico di Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, sono indagati dalla procura di Roma per traffico di influenze nell'ambito dell'inchiesta su Consip. Le abitazioni di entrambi sono state perquisite dai carabinieri del Noe e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli. Per traffico di influenze è indagato lo stesso Tiziano Renzi.

3 commenti:


  1. Il Tribunale del Riesame di Roma ha annullato la misura cautelare nei confronti dell'imprenditore Alfredo Romeo, che era stato arrestato nel marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta Consip. Il Riesame ha disposto la conseguente liberazione di Romeo che si trova a Napoli agli arresti domiciliari.

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  2. Una ordinanza di arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di Ciro Verdoliva, direttore generale dell'ospedale Cardarelli di Napoli. Al manager è contestata, secondo quanto si è appreso, l'accusa di corruzione. La misura eseguita oggi dovrebbe rientrare nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta sugli appalti Romeo. Con Verdoliva è stato arrestato, ai domiciliari, anche l'imprenditore Alfredo Romeo. Complessivamente sono 16 le persone nei confronti delle quali sono stati disposti provvedimenti cautelari dalla magistratura di Napoli. I reati vanno dalla corruzione alla frode. Gli arresti domiciliari riguardano anche Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell'ufficio patrimonio del Comune di Napoli, e Ivan Russo, collaboratore dell'imprenditore Romeo. Nei confronti di altri 12 indagati sono state disposte misure interdittive. L'inchiesta della magistratura di Napoli che ha determinato oggi l'applicazione di misure cautelari per 16 persone ruota intorno alla figura dell'imprenditore Alfredo Romeo e riguarda tre diversi filoni di ipotesi corruttive, relativi ad appalti riconducibili all'ospedale Cardarelli di Napoli, al Comune di Napoli e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma. L'inchiesta è svolta congiuntamente dalla Dda di Napoli e dalla sezione reati contro il patrimonio della procura partenopea. Le misure cautelari sono state chieste dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia Henry John Woodcock e Celeste Carrano, con il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice; e dal pm della seconda sezione (reati contro la pubblica amministrazione) Francesco Raffaele, con il coordinamento del procuratore aggiunto Alfonso D'Avino. L'ordinanza di applicazione delle misure cautelari è stata firmata dal gip Mario Morra.

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  3. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari emessa dal gip di Napoli nei confronti dell'imprenditore Alfredo Romeo, rinviando gli atti al Tribunale del Riesame che dovrà rivalutare gli elementi a sostegno del provvedimento restrittivo. Il Procuratore generale aveva chiesto la conferma del provvedimento restrittivo. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dei legali di Romeo, gli avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge e Giovanni Battista Vignola. 

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