lunedì 27 marzo 2017

La Svizzera contro il sultano turco

[Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non prova che non sia completamente assurda. Bertrand Russall] All’indomani della visita in Svizzera del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, di fronte al quale il capo della diplomazia elvetica Didier Burkhalter si è mostrato molto fermo sui suoi principi, la procura federale elvetica ha fatto sapere di aver aperto un’inchiesta per spionaggio in seno alla comunità turca. L’inchiesta, autorizzata dal Consiglio federale, è stata avviata – scrive il quotidiano svizzero Le Temps – il 16 marzo scorso, vale a dire una settimana prima della visita improvvisa a Berna di Cavusoglu. L’Ufficio della Procura generale ha detto all’Afp di nutrire “concreti sospetti di spionaggio contro la comunità turca in Svizzera da parte di servizi di intelligence politici”. In particolare si indaga sull’ipotesi che nel corso di una manifestazione di oppositori al presidente turco Recep Tayyp Erdogan presso l’Università di Zurigo siano state girate segretamente delle immagini con l’ausilio di cellulari. Nel corso dell’incontro a Berna, Didier Burkhalter ha informato Cavusoglu del rischio di procedimenti penali in caso di attività illegali compiute sul territorio svizzero. Il responsabile del Dipartimento federale per gli Affari esteri (DFAE) ha spiegato al suo collega che “in Svizzera si applica il diritto nazionale” e “ha invitato la Turchia a rispettarlo, precisando che la Svizzera indagherà su tutte le presunte attività di spionaggio effettuate sul suo territorio. La libertà di espressione è un valore universale riconosciuto dalla Svizzera, che auspica che questo diritto valga anche per i cittadini turchi che voteranno, tanto in Svizzera che nel loro Paese”. 

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