mercoledì 22 marzo 2017

Juve, una difesa che non convince

[La vita è come un autostrada, non finisce mai, ma ci si resta sempre vittima.
Jim Morrison] "Escludo in modo assoluto che ci siano stati rapporti amicali tra Rocco Dominello e il presidente della Juventus, non ho trovato nulla di questo tipo nelle carte, il presidente lo ha escluso pubblicamente. C'è solo una dichiarazione di Dominello che parla di un incontro a cui il presidente sarebbe stato presente". Lo ha detto l'avvocato della Juve, Luigi Chiappero, davanti alla Commissione Antimafia nel prosieguo dell'audizione cominciata la scorsa settimana. "Io credo che l'intercettazione di agosto 2016, dove chiedevamo al presidente della Juventus di ricordare se per caso c'era stato questo incontro e l'esclusione di quel ricordo, dà il senso complessivo di quella telefonata e altri riferimenti non ci sono nel processo né nella vita". Secondo l'avvocato Chiappero "Rocco Dominello è stato intercettato per due anni e mezzo e non c'è una sola telefonata riferibile ad Agnelli. Questo è quello che più ci spiace del capo di incolpazione". Chiappero ribadisce: "Non ci sono telefonate dirette" tra Dominello e Agnelli "e in quelle indirette tra il presidente e D'Angelo si parla di Rocco come di un tifoso di un ultrà: Agnelli non conosceva Rocco né sapeva chi fosse. Se per caso lo conosceva, lo conosceva come tifoso e referente di una curva". Una tesi comunque contestata dalla Bindi: "Lei, avvocato, continua a dire che non ci sono stati rapporti ma da alcune intercettazioni emerge il contrario".  "Dobbiamo fare attenzione al mondo delle scommesse perché può determinare situazioni di tensione nel mondo del calcio". Lo ha detto il capo della procura della Federcalcio, Giuseppe Pecoraro, in audizione in Antimafia. L'audizione si è svolta nei giorni scorsi ma oggi sul sito della Camera è stata pubblicato il resoconto. "Ho affidato a un procuratore aggiunto la materia delle scommesse, perché è quella che particolarmente ci preoccupa. Emerge dai dati che ci vengono dai Monopoli di Stato e quando ci sono flussi anomali di scommesse ci muoviamo immediatamente, informiamo le procure della Repubblica dove la partita si tiene, ma mandiamo dei collaboratori e poi e, se abbiamo altre notizie, informiamo ulteriormente la procura". Pecoraro si è detto soddisfatto delle proposte fin qui formulate: "La prima riguarda l'aumento della pena edittale per quanto riguarda gli scommettitori, perché questo consente, non tanto a noi quanto alla procura della Repubblica, di intervenire con le autorizzazioni per le intercettazioni telefoniche. Anche la possibilità di controllare coloro che detengono slot machine o hanno a disposizione determinate autorizzazioni di polizia per le scommesse a distanza o per giocare nelle varie tabaccherie o locali. Secondo l'esperienza che ho maturato in tempi abbastanza recenti, la maggior parte dei gestori e dei proprietari di bar che soprattutto al sud detenevano slot machine erano pregiudicati, addirittura alcuni con il 416-bis, quindi c'erano contratti fra la società Bplus.

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