domenica 12 marzo 2017

Israele preoccupata

[Ho vissuto con i miei figli come con degli amici. Montesquieu]  Israele si prepara a una possibile offensiva congiunta di Siria, Iran, Russia e Stati Uniti contro Daesh a Raqqa. Se ciò accadesse, il progetto di rovesciamento della Repubblica araba siriana a profitto dei Fratelli mussulmani sarebbe abbandonato. Tel Aviv teme che, una volta conseguita la vittoria, Damasco si ritrovi a dipendere da Russia e Iran e autorizzi quest’ultimo a installare una base permanente a sud di Damasco. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è recato il 9 marzo in Russia per chiedere a Mosca di controbilanciare l’influenza di Teheran in Siria. Nello stesso tempo, un diplomatico francese, esprimendosi in forma anonima a proposito del WMD, ha menzionato un piano russo volto a disturbare gli Occidentali in Medio Oriente, quale contropartita del loro operato in Ucraina. Mosca lascerebbe Hezbollah e Iran attaccare Israele fino a quando Bruxelles e Washington manterranno le sanzioni contro la Russia. La chiusura per i palestinesi dei valichi di transito israeliani con la Cisgiordania e con Gaza, imposta giovedì sera in occasione del Purim (il Carnevale ebraico), è stata estesa di 24 ore: invece di concludersi nella nottata di oggi terminerà nella nottata di lunedì. Lo ha reso noto un portavoce militare senza precisare le ragioni del provvedimento. Nelle città di Israele il Purim viene festeggiato oggi; fa eccezione Gerusalemme dove le celebrazioni si svolgeranno invece domani. La Giordania ha rilasciato in nottata il soldato che nel 1997 in un attacco terroristico uccise sette ragazzine israeliane in gita scolastica all'Isola della pace a Naharyim, località di confine tra i due paesi. Lo riferiscono i media israeliani spiegando che Ahmad Daqamseh è ritornato nel suo villaggio di Idivir nel nord della Giordania. L'uomo - che all'epoca era un soldato - attaccò il 13 marzo del 1997 le alunne di una scuola di Beit Shemesh in gita nel luogo turistico. Ne uccise sette prima di essere fermato dagli altri soldati giordani. Benché passibile di pena capitale, fu condannato al carcere a vita (che in Giordania significa 20 anni di prigione) in quanto i giudici lo definirono instabile di mente. L'assassinio delle ragazze suscitò un immenso clamore in Israele e l'allora re di Giordania Hussein si recò personalmente nello Stato ebraico per rendere omaggio ai parenti delle vittime. Daqamseh è diventato un eroe dell'opposizione giordana, guidata da islamisti e nazionalisti.

4 commenti:

  1. In un futuro non lontano Israele sarà in grado di eliminare i nemici - fra cui i leader di Hezbollah e di Hamas - utilizzando "robot telecomandati". Ne è convinto il ministro senza portafogli Ayoub Kara (Likud) secondo cui "quel genere di robot identifica con un radar il proprio obiettivo. Può eliminarlo, ma non può essere distrutto a sua volta. Può infilarsi anche nei tunnel, rincorrere quei ratti, ed ucciderli. Non torna indietro senza averli uccisi". La sortita di Kara (un esponente della comunità drusa) è stata accolta con forte scetticismo dai mass media locali. Il ministro è dunque tornato oggi alla carica precisando alla radio militare di aver appreso di quei robot da Shimon Peres, due mesi prima della sua morte. Nello scorso ottobre Kara - allora viceministro per la cooperazione internazionale - fu al centro di un incidente diplomatico quando affermò che il sisma che aveva appena colpito il centro Italia era una "punizione divina" per l'astensione italiana ad un voto su Gerusalemme all'Unesco.

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  2. L'Iran ha testato con successo i sistemi di difesa aerei russi S-300, forniti da Mosca a Teheran lo scorso anno. Lo riferisce l'agenzia Irna. Il test è stato effettuato nell'ambito dell'esercitazione 'Damvand'.

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  3. L'aviazione di Israele avrebbe attaccato una postazione nei pressi di Quneitra nella parte siriana delle Alture del Golan provocando la morte di 3 persone e il ferimento di altre due. La notizia è stata diffusa da fonti siriane e libanesi riprese dai media israeliani. Gli uccisi farebbero parte di una milizia locale sostenuta dal regime di Bashar Assad. Da parte di Israele non c'è alcuna conferma.

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  4. Il ministro israeliano dell'Intelligence, Yisrael Katz, ha detto oggi che la grande esplosione vicino all'aeroporto internazionale di Damasco, in Siria, è coerente con la politica di Israele. Una esplosione "enorme" si è verificata questa mattina vicino allo scalo, provocando numerosi incendi. Secondo l'emittente al Manar, del movimento sciita libanese Hezbollah, la deflagrazione sarebbe stata causata da un raid israeliano che aveva per obiettivo dei deposti di carburante e un magazzino nelle adiacenze dell'aeroporto. "Stiamo agendo per impedire il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria a Hezbollah in Libano tramite l'Iran", ha detto Katz alla radio dell'esercito. "Quando riceviamo serie informazioni sull'intenzione di trasferire armi a Hezbollah, agiamo. Questo incidente è totalmente coerente con questa politica". Israele, fino ad oggi, ha sempre cercato di evitare di essere trascinato nella guerra civile in Siria, ma ha riconosciuto di avere compiuto raid aerei per fermare la consegna di armi a Hezbollah. Il mese scorso, nell'incidente più grave tra i due Paesi dall'inizio del conflitto siriano, l'aviazione israeliana ha colpito diversi obiettivi ed ha usato intercettori Arrow per distruggere presunti missili SA-5 di fabbricazione russa. Il raid di oggi vicino l'aeroporto di Damasco avrebbe provocato solo dei danni materiali. Un testimone che vive in un quartiere a Sud-Est della capitale, al-Dawwar Baytara, ha detto all'Afp di avere sentito una potente esplosione. "Intorno alle 4:00 del mattino, ho sentito una forte esplosione, mi sono precipitato sul balcone e guardando verso l'aeroporto, ho visto una enorme palla di fuoco", ha detto Maytham. "L'erogazione dell'energia elettrica è stata tagliata. Si vedeva una grande palla di fuoco", ha aggiunto la fonte.

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