domenica 26 marzo 2017

I cosacchi a Place Vendôme?

[Lu minchioni 'un si conusci quannu nasci, si conosci quannu crisci.  Il minchione non si riconosce quando nasce, si riconosce quando cresce. Frase siciliana] Il dittatore Vladimir Putin ha ricevuto – a sorpresa – la candidata dell’estrema destra francese alle presidenziali Marine Le Pen, occasione per assicurare che Mosca non intende interferire in alcun modo nel processo elettorale francese e per rilanciare gli appelli a maggiore collaborazione con l’Occidente sul fronte della lotta al terrorismo. L’incontro non era previsto e per la leader del Front National è un colpo non da poco: prima del potente leader del Cremlino, la sua collezione di presidenti incontrati era limitata al libanese Michel Aoun e al ciadiano Idriss Deby. Malgrado le parole di Putin, però, il faccia a faccia moscovita rilancerà timori e polemiche di un interesse russo nel promuovere leadership anti-sistema, in questo caso di posizioni dichiaratamente euroscettiche: Le Pen propone, in caso di vittoria, un referendum sull’uscita dall’euro e dall’Ue. Per la Russia sono “estremamente importanti le relazioni con la Francia” e “non c’è nessuna intenzione di influenzare gli eventi” della vita politica francese, ha detto Vladimir Putin in presenza della leader del Front National. “Noi cerchiamo di mantenere relazioni di pari livello sia con i rappresentanti dell’attuale governo sia con esponenti dell’opposizione”. Da parte sua, la candidata dell’estrema destra francese alle presidenziali, durante un precedente incontro con il capo della Duma, Vjaceslav Volodin (il colloquio con Putin non era in agenda) si è espressa a favore di un rafforzamento della cooperazione con la Russia nella guerra al terrorismo. E, come evidenziano le agenzie di stampa russe, ha auspicato di essere presto “in grado” di lavorare attivamente per la revoca delle sanzioni europee contro la Russia. Sostenitrice in generale di più stretti legami con Mosca, la presidente del Fronte Nazionale, in testa ai sondaggi per il primo turno del voto per l’Eliseo, è arrivata a Mosca su invito della Duma, la camera bassa del Parlamento. La trasferta moscovita, annunciata all’ultimo momento, ha suscitato perplessità in patria, sulla scia delle polemiche per le accuse di ingerenze russe nelle elezioni americane. “Sono a favore dello sviluppo delle relazioni con la Russia, nel quadro di questa lunga storia che lega i nostri due Paesi”, ha detto Le Pen all’inizio dell’incontro con Vjaceslav Volodin, presidente della Duma, figura di punta del partito governativo Russia Unita, e molto vicino a Putin. Prima che spuntasse il colloquio con il leader del Cremlino, i media russi avevano dato grande evidenza alle promesse di Le Pen di opporsi alle sanzioni europee, “alle liste nere” che “bandiscono alcuni cittadini russi, in particolari deputati, dall’Europa”. L’aspirante presidente francese ha sottolineato di avere “sempre chiesto la fine delle sanzioni, che io considero controproducenti”. E ancora: “spero che sarò in grado di difendere questa posizione”. Il Fronte nazionale ha tuttavia escluso l’idea di un nuovo prestito russo dopo quello da 9 milioni di euro accordato da una banca privata russa nel 2014, che aveva suscitato sospetti di un sostegno più che simbolico da Mosca a Le Pen. Il partito di estrema destra aveva all’epoca spiegato che le banche francesi avevano rifiutato la richiesta di un prestito.

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