giovedì 9 marzo 2017

GESAP VOLA BASSO

[La disubbidienza può essere un valore, ma i contratti con gli elettori si rispettano. Insultatemi! ] Non bastava l'inchiesta iniziata nel 2015 che vede 14 persone indagate, tra imprenditori e amministratore della Gesap, che sarebbe in dirittura di arrivo ma se non bastasse anche il filone napoletano irrompe nella campagna elettorale. A Punta Raisi predomina l'idioma partenopeo (la Quick, Gh …) e adesso ci sarebbe la Romeo Gestioni. I giornali citano un passaggio dell'informativa redatta dagli investigatori per la Procura di Napoli che definisce la gara una di quelle "gravate, a vario titolo, da forme turbative riferibili potenzialmente a terzi". La gara fu aggiudicata alla "Romeo Gestione". Ma dall'aprile del 2016 l'aggiudicazione è stata bloccata - dicono dalla Gesap. Il presidente Giambrone e l'amministratore delegato Mistretta, nel dicembre scorso, hanno scritto alla Procura campana. Pochi mesi prima, in settembre, avevano chiesto alla Prefettura di Napoli le informazioni di legalità sulla Romeo Gestioni. Non avendo ricevuto risposte il contratto era stato preparato, continua la Gesap. Ricordiamo che esiste Google dove Romeo viene citato più volte,  probabilmente, l'attenta lettura della rassegna stampa può fare nascere dei dubbi. Ma chi sarebbe collegato sempre con Fb non può fare tutto.   Ma quando era tutto pronto per la firma i giornali hanno dato la notizia che Romeo era finito sotto inchiesta per corruzione. E così "per ragioni di opportunità" la sottoscrizione del contratto fu sospesa in attesa di acquisire ulteriori informazioni. La ditta Romeo dunque non si è mai insediata e il servizio di pulizie è rimasto affidato in regime di prorogatio alla vecchia ditta. Dell'appalto parlano, intercettati, il 16 gennaio del 2016, Alfredo Romeo, arrestato per corruzione, e il suo 'facilitatore' Italo Bocchino, ex deputato di An. Infatti è quest'ultimo che dice all'imprenditore di "avere acquisito informazioni da Dario Colombo, vecchio
responsabile unico del procedimento della gara e colui che l'aveva predisposta". Ma Colombo ha dismesso i panni di amministratore delegato della Gesap il 30 giugno 2015. E allora Bocchino cerca nuovi appoggi alla Gesap e nel descrivere a Romeo il nuovo responsabile unico del procedimento parla di "un consigliere comunale di Palermo, di Forza Italia, uomo di Schifani... quindi stiamo messi malissimo". Informazione che però non coincide con la realtà, visto che il Rup della gara poi aggiudicata a Romeo è Giuseppe Maritano, responsabile area terminal di Gesap, che non è mai stato consigliere comunale. Ma, si legge nell'informativa citata dai giornali, "gli altri soggetti di rilievo nel consesso della gara in esame (...) stavano dando una mano alla compagine imprenditoriale di Romeo". E questo in base a questo passaggio dell'intercettazione: "Lex amministratore delegato... l'attuale amministratore delegato che viene dal mondo bancario e ancora non ha capito dove sta... però dice... è meglio un grosso nome che è il presidente che è Fabio Giambrone, ex deputato, uomo amico di Leoluca Orlando e messo lì da Leoluca Orlando... dicono... ci stanno dando una mano e stanno facendo pressioni... per dire... qua, là... anche il funzionario competente". Ma non solo. Come scrive Repubblica il sette marzo  Romeo e Bocchino avrebbero potuto contare anche su agganci nella magistratura amministrativa palermitana nel caso in cui la gara per l'appalto delle pulizie all'aeroporto fosse stata bloccata da un ricorso di altre ditte escluse. E in questo caso il riferimento è all'ex deputato di An, ex compagno di partito di Bocchino, Nino Lo Presti, membro della sezione consultiva del Consiglio di giustizia amministrativa. Non c'è pace per la Gesap. Proprio mentre la vecchia è indagato anche il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, 53 anni, palermitano, coinvolto nella precedente indagine. "Capi e promotori" dell'associazione sarebbero l'ingegner Renato Chiavaroli, abruzzese di 65 anni e i consulenti tecnici Natale Chieppa, napoletano di 60 anni; i fratelli Maurizio e Stefano Flammini, di 65 e 62 anni, romani; Sergio Gaudiano, 63 anni, anche lui romano.  Il reato associativo sarebbe contestato anche al palermitano Massimo Abbate, 54 anni, dirigente Gesap; Carlo Maria Sadich, 64 anni, di Campobasso, titolare della Compagnia del progetto (Cdp); Giampaolo Tocchio, 63 anni, romano; Leonida Giannobile, 69 anni, di Bolzano. Questi 9 indagati rispondono anche di turbativa d'asta in uno dei due filoni d'indagine; nell'altro, sempre per turbativa d'asta, figurano Scelta, Carlo Vernetti, 40 anni, di Napoli, rappresentante della Quick, che gestisce i parcheggi nello scalo; Alessandro Mauro, 42 anni, napoletano, rappresentante della Car Valet, altra società di gestione dei posteggi; Giuseppe Liistro, romano, 47 anni. Il quattordicesimo indagato è l'ex comandante dell'Alitalia Filippo Capuano, titolare di un'azienda di servizi tecnologici. L'ipotesi di reato per lui è corruzione, e dello stesso reato è accusato Scelta. Il 26 settembre è stata archiviata dal Gip  Fabrizio La Cascia l'inchiesta su Carmelo Scelta, ex direttore  generale della Gesap, accusato di concorso in estorsione.  Secondo le indagini, sarebbe stato Scelta a inviare il  pasticciere Santi Palazzolo dall'allora vice presidente della  società aeroportuale, Roberto Helg, per il rinnovo della  concessione all'interno del Falcone Borsellino.

1 commento:

  1. Eccellente post, eccellente blog, si parla e si scrive di quanto accadeva (accade?) in aeroporto da tanti anni ma ancora nessun arresto (tranne quello di Roberto Helg preso con la mazzetta in mano). Continuando con questa lentezza è chiaro che verrà tutto prescritto per scadenza dei termini. Ci vorrebbe un pentito, ma sembra che avendo capito che fine farà l' indagine nessuno sia disposto a collaborare. Dobbiamo aspettare l' inchiesta di Report o delle Iene per dare una mossa alle indagini?

    RispondiElimina