venerdì 10 marzo 2017

Gerusalemme grande capitale

[Soltanto chi non ha bisogno né di comandare né di obbedire è davvero grande. J. W. Goethe] "Entro fine maggio il presidente Donald Trump annuncerà lo spostamento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme". Il passo in avanti in una questione che rischia - come più volte ammonito da parte dei palestinesi e del mondo arabo - di avere conseguenze imprevedibili, è stato rivelato al sito americano ultraconservatore 'Breitbart News' dal parlamentare repubblicano Usa Ron DeSantis che ha guidato ieri ed oggi a Gerusalemme una delegazione di rappresentanti del Congresso per verificare le condizioni e le possibili ricadute della mossa. In seguito alle vibrate proteste del premier Benyamin Netanyahu, il villaggio arabo di Jatt (a nord est di Tel Aviv) ha deciso oggi di rimuovere subito i cartelli stradali che indicavano la 'Via Arafat' e di scegliere per quella strada un nuovo nome. Lo ha reso noto la radio statale israeliana secondo cui in precedenza il ministro degli interni Arye Deri (del partito ortodosso Shas) aveva dato al comune di Jatt un ultimatum di 48 ore per cancellare il nome di Arafat. Il municipio di Jatt ha aggiunto che, per evitare altre polemiche, sceglierà nuovi nomi anche per altre strade che sono risultate controverse, come quella dedicata all'ex Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, figura di spicco del nazionalismo palestinese.  Il governo israeliano ha approvato la depenalizzazione dell'uso della marijuana in Israele in base ad una proposta avanzata dal ministeri della sicurezza e della giustizia. La nuova norma - che dovrà ora essere approvata dal Parlamento - stabilisce che chi è colto, per la prima volta, mentre fuma in pubblico la sostanza, non sia più perseguito penalmente bensì multato. Il ministro della giustizia Ayelet Shaked ha definito il varo del provvedimento come "una pietra miliare. Migliaia di persone normali non saranno più considerate criminali". Il premier Benyamin Netanyahu sarà  interrogato per la quarta volta dalla polizia nell'ambito delle indagini su presunti "doni illeciti" ricevuti dalla sua famiglia e sul sospetto che abbia negoziato con il proprietario del giornale 'Yediot Ahronot' per avere un migliore trattamento giornalistico. Netanyahu dovrà rispondere sulla deposizione della moglie Sarah che, secondo fonti citate dai media, non corrisponderebbe alle spiegazioni date in precedenti interrogatori da parte dello stesso premier.  Israele non demolirà la casa di Yosef Haim Ben-David, responsabile dell'efferata uccisione e poi del rogo del ragazzo palestinese di 16 anni Muhammad Abu Khdeir nel luglio del 2014. Lo ha fatto sapere il ministero della giustizia che ha comunicato la decisione alla Corte Suprema dello stato ebraico a cui si era rivolta la famiglia di Khdeir. Al tempo stesso il ministero si è detto pronto alla demolizione di case di ebrei responsabili di atti di terrorismo se "questi fatti diventeranno più diffusi". La famiglia del ragazzo palestinese aveva fatto appello alla Corte Suprema dopo un primo rifiuto da parte delle autorità alla demolizione della casa di Ben-David denunciando la diseguaglianza di trattamento a danno dei palestinesi responsabili di atti di terrorismo le cui case sono di norma abbattute. Ahmad Tibi, parlamentare della 'Lista Araba Unita' ha definito più volte il comportamento delle autorità israeliane come "discriminatorio". 

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