giovedì 9 marzo 2017

Cyber-armi Usa

[Il rivoluzionario inventa le idee. Quando le ha esaurite, il conservatore le fa sue. Mark Twain] Gli Stati Uniti hanno aperto un'indagine penale sulla pubblicazione dei documenti sulla Cia da parte di Wikileaks. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti. Ogni raccolta di informazioni compiuta attraverso le operazioni di intelligence descritte nei documenti pubblicati da Wikileaks è legale: lo affermano alla Cnn fonti dei servizi Usa, spiegando che la raccolta dati è stata sempre condotta contro obiettivi all'estero. Con la più famosa agenzia di spionaggio americana che avrebbe nel consolato Usa di Francoforbase sotto copertura del suo servizio di hacker che si occupa del cyberspionaggio in Europa, Medio Oriente e Africa. Un aspetto che potrebbe mettere in difficoltà Donald Trump, che si appresta il prossimo 14 marzo ad accogliere alla Casa Bianca Angela Merkel. I cui rapporti con Barack Obama si incrinarono proprio per motivi di spionaggio, dopo che il 'datagate' svelò come la Nsa controllava i telefoni della cancelliera tedesca e di altri leader alleati. Intanto Mosca non perde l'occasione per attaccare Washington: le rivelazioni di Wikileaks sono l'ennesima dimostrazione di come gli Stati Uniti "si tengono sempre delle carte da giocare in tasca senza mostrarle sul tavolo" e di come "accusano gli altri di cose che loro fanno normalmente", afferma una fonte del governo all'ANSA: "Washington - sottolinea - dà lezioni a tutti tranne che a sè stessa". L'organizzazione fondata e guidata da Juliane Assange ha pubblicato oltre 8 mila file 'rubati' alla Cia, che rischiano di scatenare una bufera attorno alla più popolare agenzia di spionaggio Usa. Di sicuro un altro durissimo colpo all'intelligence americana, dopo gli scandali degli ultimi anni seguiti alle rivelazioni prima dell'ex soldato Chelsea Manning e poi dell'ex contractor Edward Snowden, che tanto in imbarazzo misero l'amministrazione Obama. Del resto per WikiLeaks la nuova valanga di informazioni riversata online potrebbe essere solo la punta di un iceberg. Perché - è l'allarme lanciato da Assange - la Cia ha perso il controllo di gran parte del suo cyber-arsenale, col rischio di una proliferazione incontrollata di malware, virus e 'cavalli di troia' che possono finire in mano a stati rivali, cyber mafie e hacker di ogni tipo, pronti a violare l'archivio dell'agenzia di Langley. "Una volta che una singola cyber-arma viene persa - spiega WikiLeaks - può diffondersi in tutto il mondo in pochi secondi". A colpire di più tra le migliaia di documenti postati è per ora il programma 'Weeping Angel'. "E' in grado di infestare le smart tv - spiega l'organizzazione di Assange - trasformandole in microfoni". In particolare, "le tv attaccate vengono messe in modalità Fake Off" dal programma segreto, "in modo che il proprietario pensi che la tv sia spenta". In realtà l'apparecchio registra le conversazioni nella stanza e le invia al server della Cia. Un'azione "illegale" per WikiLeaks, che oltrepassa il suo mandato e i suoi poteri. Così come il controllo su smartphone, chat e social media che - sottolinea l'organizzazione - ha messo in pericolo top manager dell'industria, membri del Congresso, il governo e persino l'account Twitter del presidente Trump. Inoltre viene fuori che nell'ottobre 2014 la Cia ha anche valutato di infestare con le sue 'cyber-weapons' i sofisticati sistemi di controllo usati sulle auto e sui veicoli pesanti di ultima generazione. Insomma, secondo WikiLeaks il quadro che emerge è quello di una Cia che avrebbe creato segretamente al suo interno "una sua propria Nsa", ma con meno responsabilità e senza dover rispondere pubblicamente su come spende le ingenti risorse che finiscono nelle sue casse. Svolgendo alcune delle attività tipicamente assegnate alla National Security Agency. Un 'doppione' che dovrà essere in qualche modo spiegato.  La pubblicazione da parte di WikiLeaks di documenti relativi ai metodi di intercettazione e pirataggio messi in atto dall’intelligence statunitense mette in pericolo gli agenti americani e aiuta gli avversari degli Stati Uniti. E’ la posizione espressa dalla Cia che, comunque, si rifiuta di riconoscere come autentici i documenti pubblicati da Wikileaks e presentati come tecniche della stessa Cia per spiare cittadini attraverso telefoni cellulari ed elettrodomestici come televisori. “Il pubblico americano dovrebbe essere preoccupato da qualsiasi pubblicazione di Wikileaks che mira ad alterare la capacità della comunità di intelligence di proteggere l’America da terroristi e altri avversari”, ha detto una portavoce della Cia, Heather Fritz Horniak. Secondo i documenti pubblicati da Wikileaks, la Cia ha sviluppato più di un migliaio di programmi malware, virus, cavalli di Troia e altri software, che permettono di prendere il controllo di dispositivi elettronici come smartphone o televisori, ma anche di auto, allo scopo di spiare i loro utenti. La portavoce ha ribadito che la Cia non ha alcun diritto di condurre operazioni di sorveglianza negli Stati Uniti, né contro gli americani, e infatti “non lo fa”. “Il lavoro della Cia è di essere innovativi, all’avanguardia e di essere la prima linea di difesa di questo paese contro i nostri nemici all’estero”, ha aggiunto. “La missione della Cia è raccogliere informazioni all’estero per proteggere l’America dai terroristi, da Stati ostili e altri avversari”, ha insistito. "Gli esperti ritengono queste informazioni assai attendibili. Noi naturalmente siamo costretti a prendere in considerazione tutto ciò che viene rivelato". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov commentando i documenti della Cia divulgati da Wikileaks dai quali risulta come l'agenzia sia in grado di trasformare in strumenti di spionaggio oggetti vari tra cui tv, smart tv e smartphone. Da parte sua, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha affermato che il Cremlino, "insieme a tutta la comunità internazionale", ha "notato i dati pubblicati" da Wikileaks, che "naturalmente meritano attenzione e devono essere letti più attentamente". Peskov ha quindi dichiarato che negli Stati Uniti "nessuno nasconde di intercettare attivamente i funzionari russi, sia che si tratti dell'ambasciatore Kisliak sia di altri". "Lì - ha detto Peskov - nessuno lo nasconde e quindi non c'è bisogno ce Wikileaks lo renda noto, uno può indovinare".

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