giovedì 2 marzo 2017

CdA Alitalia il 6 marzo

[Lt. Col. Tom Matthews : A tutte le unità: Irin, lo ripeto: Irin.  Spec. John Grimes : Questi affari sono calamite per le pallottole. Dal film Black Hawk Down]Sarà lunedì prossimo, il 6 marzo, un giorno cruciale per Alitalia. E' stato infatti fissato per quel giorno il CdA della compagnia che era saltato nella sua precedente convocazione, il 27 febbraio, perché non c'era accordo tra gli azionisti. Secondo quanto riporta Il Sole-24 Ore, all’ordine del giorno ci sarà sicuramente l’approvazione del piano industriale e il rifinanziamento della compagnia. Sono giorni decisivi questi per Alitalia: il quotidiano finanziario ricorda che le banche azioniste, Unicredit e Intesa Sanpaolo, non sono soddisfatte del piano industriale dell’amministratore delegato, Cramer Ball. E in più il vettore rischia di esaurire le risorse: i rumors parlano della necessità di iniettare almeno 600 mln di euro per permettere alla compagnia di arrivare alla fine dell'anno. Ma accanto a questi ne servirebbero anche altri per avviare il piano e gli investimenti (si stimerebbe un totale di 900 mln di euro, segnala ancora Il Sole-24 Ore).  La situazione di Alitalia rischia di ricadere sugli aeroporti di Milano, come si sa l'investimento di Etihad non è bastato per risanare i conti della compagnia e, a metà aprile, ricorda Repubblica.it, senza un accordo con i sindacati e un rifinanziamento da parte di Abu Dhabi e delle banche, la compagnia rischia di trovarsi nuovamente senza liquidi. Dal canto loro gli emiri hanno riposto sul tavolo la questione Linate, si legge sulla fonte. In pratica la richiesta da parte di Etihad è quella che è stata avanzata due anni fa, ossia "usare il city airport meneghino per costruire una base molto più forte in modo da poter volare anche al di là dell'Europa". Secondo le voci che si rincorrono nel settore aereo, questa volta sembra che il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, di fronte al rischio di un'amministrazione straordinaria di Alitalia, sarebbe pronto a valutare una deregulation di Linate per poter convincere Etihad a rifinanziare la compagnia. Non mancherebbero però i problemi, tipo l'ok della Ue e garantire la reciprocità a tutti i vettori. Abu Dhabi, in caso di via libera, sarebbe pronta a collegare lo scalo con voli diretti ad Abu Dhabi, San Pietroburgo e forse Tel Aviv e Istanbul. Rotte, che sono destinate a fare concorrenza a Malpensa, scrive il quotidiano. Cosa desiderano gli sceicchi? Conservare gli slot a Linate e provare a spingere il governo per ottenere la liberalizzazione. La fonte osserva una cosa interessante, Alitalia nelle scorse settimane ha lanciato una campagna pubblicitaria sul Forlanini, definito "L'aeroporto già in città", c'è chi ha letto tale mossa come iniziale affondo sul city airport.

2 commenti:

  1. "Va assolutamente evitato il commissariamento di Alitalia. E noi riteniamo che Etihad debba rimanere partner industriale della compagnia aerea. Mentre la nostra presenza e' solo creditizia": lo ha detto Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (azionista di minoranza asssieme a Unicredit) a New York dove è stato premiato dalla Foreign Policy Association, nel corso dell'annuale Financial Services Dinner. "Non può essere una banca il partner industriale di Alitalia. Una banca - afferma Messina - fa un mestiere che è quello di fornire finanziamenti, non di occuparsi di aerei". "Serve poi un management in grado parlare con i sindacati - aggiunge - serve il dialogo. E credo che quella di Gubitosi possa essere una buona soluzione".

    RispondiElimina
  2. Con l'approvazione del piano industriale attesa al cda di domani e l'avvio di una nuova fase per Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, a quanto si apprende, lascerà la presidenza della compagnia, come aveva già fatto intendere sin dallo scorso novembre. Montezemolo rimarrà comunque nel consiglio di amministrazione della società.   Montezemolo aveva espresso l'intenzione di abbandonare la carica di presidente senza poteri esecutivi ormai da mesi, sin da novembre dello scorso anno, ma i soci della compagnia gli avrebbero chiesto di rimanere fino all'approvazione del piano per il suo ruolo di collegamento con Abu Dhabi. L'addio non sarebbe ufficializzato però nel cda di domani, in cui è attesa l'approvazione del piano industriale. Per le dimissioni sono infatti necessari una serie di passaggi formali e la convocazione di un nuovo consiglio di amministrazione.

    RispondiElimina