sabato 11 marzo 2017

Berlino contro Ankara

[L’Osservatore Romano elogia la sobrietà di David Bowie. Se paragonato a Bertone. spinoza.it] Il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, ha convocato l'ambasciatore turco a Berlino per il caso del reporter tedesco della Welt, Deniz Yucel, fermato in Turchia 14 giorni fa e di cui ieri il giudice ha convalidato l'arresto. Intanto il direttore del quotidiano laico Hurriyet, uno dei più importanti in Turchia, Sedat Ergin, lascerà giovedì il suo incarico. Lo riportano diversi media locali, sottolineando come la decisione giunga in un periodo molto delicato per la politica turca - a un mese e mezzo dal cruciale referendum sul presidenzialismo - e, soprattutto, dopo i pesanti attacchi ricevuti dal giornale da parte del presidente Erdogan per un'inchiesta pubblicata sabato su presunti contrasti tra una parte delle forze armate e il governo di Ankara. "È diventata una pratica sistematica dello stato profondo tedesco" per "impedire una Turchia forte", ostacolando la campagna referendaria per il sì al voto sul presidenzialismo del 16 aprile. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, dopo che  l'ambasciatore tedesco ad Ankara era stato convocato per chiedere spiegazioni sulla cancellazione di un comizio del ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, a Gaggenau. Bozdag ha inoltre cancellato il suo viaggio in Germania. Intanto il municipio di Gaggenau, in Baden Weuerttemberg, è stato evacuato in seguito a un allarme bomba. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusa la Germania di "praticare il nazismo", per aver proibito ai dirigenti turchi in visita di tenere comizi presso le comunità turche in territorio tedesco sul referendum con cui Ankara intende cambiare la propria costituzione in senso presidenzialista. Le autorità locali tedesche hanno infatti detto no alla richiesta dei ministri delle finanze e della giustizia turchi di tenere comizio e la Turchia ha annullati i previsti incontri. "In Germania - ha detto Erdogan parlando a Istanbul - non permettono ai nostri amici di parlare. Lasciateglielo fare. Pensate forse che impedendo loro di parlare i voti in Germania saranno per il no (nel referendum costituzionale) invece che per il sì?". "Germania - ha quindi detto il presidente turco - tu non hai niente a che fare con la democrazia. Queste vostre pratiche odierne non sono affatto differenti da quelle del Nazismo del passato".

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