domenica 26 febbraio 2017

La guerra delle bollicine

[Si lassi la cascia aperta, macari lu santi pecca. Se lasci la cassa aperta, perfino il santo pecca. Proverbio siciliano] Si profila una 'guerra delle bollicine' tra il Consorzio Asti e il Sistema Prosecco che guarda con preoccupazione alla richiesta avanzata presso il ministero delle politiche agricole dai produttori piemontesi di autorizzare, con una modifica al disciplinare della Docg Asti, la nuova linea brut Asti Secco. "Allo stato attuale, per quanto ci riguarda, non vi è alcuna evidenza che quanto approvato dalla Commissione tecnica del Comitato Nazionale vini corrisponda a quanto annunciato alla stampa" - afferma Stefano Zanette, presidente della società Sistema Prosecco scarl che rappresenta i tre Consorzi di tutela del Prosecco, dopo l'annuncio dell'assessore all'agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero sull'approvazione da parte della Commissione tecnica che fa capo al ministero dell'agricoltura del disciplinare della nuova Doc Asti tipologia Secco. "Riteniamo infatti - aggiunge Zanette - che la Commissione tecnica, cui compete un giudizio di legittimità, abbia proposto degli emendamenti al testo del disciplinare presentato dal Consorzio dell'Asti, al fine di individuare soluzioni coerenti con l'impianto normativo vigente, come da noi auspicato". "Al di là di tutto - conclude Zanette - a noi non resta che attendere di verificare come il nuovo disciplinare dell'Asti verrà declinato ed eventualmente applicato e di conseguenza agiremo, nei modi e nei tempi che la normativa prevede". Il Sistema Prosecco aveva già espresso, all'atto della presentazione presso il ministero della richiesta di modifica del disciplinare della Docg Asti, la preoccupazione che il via libera all'Asti Secco ingenerasse confusione nel consumatore e potesse ulteriormente ledere la denominazione Prosecco già sotto attacco dei ripetuti tentativi di imitazione all'estero.

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