lunedì 27 febbraio 2017

CHI USA I VOUCHER?

[Cu è minchiuni resta a sò casa. Chi è minchione rimanga a casa. Frase popolare sicuiliana] Ci sono anche sette Comuni italiani tra i primi duecento utilizzatori di voucher nel 2016, i buoni lavoro dal valore netto di 7,50 euro all'ora. È quanto risulta dai dati forniti dall'Inps alla Cgil e rielaborati dalla Funzione Pubblica. la spesa complessiva è ammontata a 2.418.150 euro per 1.078 lavoratori. In particolare a Benevento i prestatori sono stati 201 per una spesa complessiva di 721.510 euro, a Padova 135 prestatori per 361.330 euro, a Vallo della Lucania 401 prestatori per 334.400 euro, a Vasto 73 per 266.740, ad Ancona 89 prestatori per 261.350 euro, a Trecase 93 prestatori per 246.140 euro, a Boscoreale 86 prestatori per 226.680 euro. Negli ultimi mesi le polemiche sull’uso dei voucher sono diventate sempre più insistenti: vista la forte opposizione da parte dei sindacati, l’Inps ha deciso di svelare i nomi di alcune grandi aziende utilizzatrici, inviando una lista segreta direttamente alla Cgil. Cgil che, a sua volta, paga parte dei dipendenti con voucher.  I voucher, conosciuti anche come buoni lavoro, costituiscono un sistema di pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale, definite “accessorie”, che non sono quindi riconducibili ad un vero e proprio contratto di lavoro, in quanto svolte in modo occasionale. Un singolo voucher  ha un valore di 10,00 euro; l’importo netto percepito dal prestatore è di  7,50 euro, corrispondente al compenso minimo di un’ora di prestazione. Per quanto riguarda i committenti, l’Inps ha sottolineato che tra il 2013 e il 2015 i datori di lavoro che hanno utilizzato in modo sistematico i voucher sono quasi raddoppiati, mentre sono quasi triplicati sia il numero dei ticket sia i lavoratori pagati con essi. Sono 250mila le aziende dell’industria e del terziario che erogano circa il 76% dei voucher: un dato che di certo non è passato inosservato in quest’ultimo periodo. La Cgil ha insistito molto con il presidente dell’Inps  Tito Boeri per avere questa lista: il suo obiettivo è dimostrare che la maggior parte del lavoro prestato attraverso i voucher dipende da grandi aziende, dove è molto probabile che si stia operando una sostituzione non solo del lavoro stabile, ma anche di quello flessibile. Tra gli aspetti che più vengono criticati dei voucher infatti c’è la mancata applicazione di ferie, del tfr  e di tutte le altre tutele che invece vengono garantiti in altre forme contrattuali. La lista segreta dell’Inps ha dunque rivelato i nomi di alcune delle più grandi aziende italiane e mondiali che fanno uso dei voucher come mezzo di pagamento abituale. Ecco i nomi delle prime aziende citate:Best Union Company; Stroili Oro S.P.A.; Gamestop Italy SRL- Socio Unico; Teddy S.P.A.; Winch SRL; Chef Express S.P.A.; Cigierre – Compagnia Generale Ristorazione S.P.A.; Sisal Entertaiment S.P.A.; Juventus F.C. S.P.A.;Mc Donald’s Development Italy INC.;Manpower Group Solution SRL; Camporosso SRL; D.I.P Diffusione Italiana Preziosi S.P.A.; Adecco Professional Solutions SRL.

1 commento:

  1. "La vicenda dei voucher è emblematica dei ritardi culturali della sinistra, della fragilità dei suoi tentativi di ammodernamento, della confusione nel centrodestra. Una elementare esigenza di emersione degli spezzoni lavorativi diventa ragione di una guerra di religione nella quale i liberali non si possono arrendere come fa il Pd. Si vada a referendum perché la supposta mediazione equivale alla cancellazione dei voucher". Lo dichiara il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi, il quale annuncia che "nei prossimi giorni presenteremo un comitato per il no con lo scopo di avviare questa campagna di verità".

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