martedì 31 gennaio 2017

UNICREDIT RISCHIA

[Siamo in missione per conto di Dio. The blues brothers] Unicredit ha esaminato le stime dei risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2016 che sono stati “influenzati negativamente da poste non ricorrenti di cui circa 12,2 miliardi euro erano stati comunicati il 13 dicembre 2016 in occasione del Capital Markets Day di Unicredit, nel contesto della presentazione al mercato del Piano Strategico 2016-2019 (Transform 2019). Il Gruppo ha preso in considerazione una serie di ulteriori svalutazioni una tantum pari a 1 miliardo di euro che si attende verranno contabilizzate nell’esercizio 2016. Tali poste una tantum derivano principalmente da una maggiore svalutazione della quota nel Fondo Atlante, di alcune partecipazioni e imposte differite attive (DTA) dovute a differenze temporali e dai contributi straordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale. Di conseguenza, nella stima dei risultati netti 2016 il Gruppo prevede di registrare una perdita di circa Euro 11,8 miliardi. Rettificato dalle poste non ricorrenti, il risultato economico netto del Gruppo 2016 sarebbe stato positivo. Inoltre il CdA prevede che il CET1 ratio al 31 dicembre 2016 non sia temporaneamente in linea per circa il 2% con il requisito di capitale applicabile alla stessa data (requisito Supervisory Review Evaluation Process (SREP) includendo i buffer Countercyclical e G-SIFI, pari complessivamente a 10,005%). Si attende che tale deficit venga completamente ripristinato dopo la sottoscrizione dell’aumento di capitale che, soggetto alle approvazioni da parte dell’autorità di vigilanza, dovrebbe concludersi prima del 10 marzo 2017 sulla base del calendario corrente. Gli obiettivi finanziari del piano “Transform 2019” rimangono invariati: in particolare, l’obiettivo del CET1 ratio si conferma al di sopra del 12,5% nel 2019, in linea con la guidance comunicata durante il Capital Markets Day, in quanto la maggior parte degli impatti delle citate poste non ricorrenti erano già inclusi nei target. Infine Unicredit conferma che i risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2016 saranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione e comunicati il 9 febbraio 2017. Titolo Unicredit pesante alle contrattazioni a Piazza Affari dove flette fino al 4% e poi viene sospeso, per poi rientrare a -4,2%. Di questa mattina la notizia dell'ok della Consob al documento di registrazione predisposto dalla banca in vista dell'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. E sempre oggi a Milano è in programma un cda di avvicinamento alla ricapitalizzazione. Una sottoscrizione parziale dell'aumento di capitale potrebbe determinare "significativi impatti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria" di Unicredit "fino a compromettere la sussistenza dei presupposti per la continuità aziendale" se non venissero varate altre misure di rafforzamento patrimoniale in grado di "far fronte agli assorbimenti di capitale generati" dal piano strategico, si legge nel documento di registrazione sull'aumento da 13 miliardi. Se ciò dovesse verificarsi UniCredit potrebbe subire interventi "anche invasivi" da parte della Bce come ad esempio, "l'imposizione di restrizioni o limitazioni dell'attività e/o la cessione di attività che presentassero rischi eccessivi per la solidità dell'emittente". E in caso di mancato ripristino dei requisiti patrimoniali potrebbero applicarsi gli "strumenti di risoluzione" a disposizione della Vigilanza. 

1 commento:

  1. Fondazione Cariverona riunirà i propri organi di governo, sotto la presidenza di Alessandro Mazzucco, per assumere le decisioni finali sulle modalità di adesione all'aumento di capitale di Unicredit. Inoltre per i vertici dell'Ente i risultati indicati dal gruppo bancario per il 2016 "non sono una sorpresa". "Il quadro delle cifre era emerso con chiarezza dalla presentazione ai mercati da parte dell'amministratore delegato Jean Pierre Mustier a metà dicembre". Su questa base di dati, viene riferito, ha lavorato a lungo il dg Giacomo Marino, con il Comitato finanza della Fondazione. Il Ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier resta "fiducioso" sull'esito dell'aumento di capitale. Il concetto è stato ribadito dal top manager ad un incontro con gli investitori a Milano. Mustier, da quel che si raccoglie da chi ha partecipato, "piace al mercato, ha presentato un piano credibile e offre le garanzie giuste" perché l'operazione vada in porto. I titolo, nonostante le vendite degli ultimi giorni, viene inoltre sottolineato, arriva da "un buon momento" e "la finestra temporale delle prossime tre settimane non dovrebbe riservare sorprese".

    RispondiElimina