martedì 31 gennaio 2017

Starbucks contro Trump

[Non è difficile morire bene, difficile è vivere bene. Roma città aperta] Starbucks sfida Donald Trump: la famosa catena di caffetterie assumerà 10.000 rifugiati, rispondendo così alla decisione del presidente di sospendere l'ingresso negli Usa dei rifugiati siriani e di bloccare temporaneamente gli arrivi da sei paesi a maggioranza islamica.   Ma non è l'unico colosso a ribellarsi al tycoon: Google ha infatti stanziato un fondo da 4 milioni di dollari per gli immigrati e i rifugiati colpiti dalla misura restrittiva. In una lettera ai dipendenti, l'amministratore delegato di Starbucks, Howard Schultz, ha affermato che le assunzioni riguarderanno i punti vendita in tutto il mondo, anche se inizieranno proprio dagli Stati Uniti, dove la priorità verrà data agli immigrati "che hanno servito con le forze Usa come interpreti o personale di supporto". Schultz, che alle presidenziali era schierato con Hillary Clinton, ha anche preso di mira altre iniziative del presidente Trump, come le misure contro la riforma sanitaria definita Obamacare, e ha tra l'altro affermato che Starbucks sosterrà i coltivatori di caffè messicani.  Anche dalla Silicon Valley si manifesta una levata di scudi contro l'ordine esecutivo di Trump. A partire da Google che, secondo Usa Today, ha stanziato un fondo da 4 milioni di dollari  per gli immigrati e i rifugiati colpiti dalla misura del neopresidente. Si tratta, spiega la testata americana, di 2 milioni stanziati dalla società e altrettanti donati dagli impiegati. Il denaro andrà a quattro organizzazioni: l'American Civil Liberties Union (Aclu), l'Immigrant Legal Resource Center, l'International Rescue Committee e l'UNHCR.  Inizialmente trapelata da un memo inviato dall'ad di Google Sundar Pichai, la notizia è stata poi confermata a Usa Today da un portavoce della compagnia. In aggiunta, i top manager di 'Big G' stanno effettuando donazioni individuali. Contributi simili arrivano anche da altre compagnie della Silicon Valley. Uber sta creando un fondo di difesa legale da 3 milioni di dollari per aiutare i suoi autisti con le questioni legate all'immigrazione. E la 'rivale' Lyft ha annunciato ai suoi iscritti che donerà un milione di dollari all'Aclu per i prossimi 4 anni. L'associazione no profit, riporta il sito Slate, ha già raccolto una cifra record di oltre 24 milioni di dollari in donazioni durante il weekend: 6 volte di quello che raccoglie in un anno.

2 commenti:

  1. La Apple sta considerando le possibili opzioni legali contro la decisione del presidente Donald Trump di sbarrare le porte degli Usa a sette Paesi a maggioranza musulmana. Lo ha affermato il numero uno del gigante di Cupertino, Tim Cook, senza entrare nei dettagli, ma precisando, "vogliamo essere produttivi, e costruttivi". In un'interista, riferisce il Wall Street Journal, Cook ha sottolineato che "più di ogni altro Paese del mondo questo Paese (gli Usa) è forte grazie al nostro background di immigrati e alla nostra capacità come popolo di accogliere persone con ogni tipo di retroterra. Questo è ciò che ci rende speciali". Apple vende i suoi prodotti in oltre 180 Paesi e territori. E di conseguenza, ha detto Cook, è più importante che mai che che lo staff dell'azienda "assomigli al mondo" e questo, "ha reso semplice la decisione di opporsi al bando" deciso da Trump.

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  2. Howard Schultz lascia: non sarà più presidente esecutivo di Starbucks dal 26 giugno, dopo 40 anni trascorsi nella società e dopo essersi dimesso nel 2017 da amministratore delegato. Sotto la sua guida, Starbucks è passata da 11 punti vendita a 28.000 in 77 paesi. La sua uscita tornerà ad alimentare le voci su una sua possibile discesa in politica: fermo oppositore di Donald Trump, potrebbe essere uno dei nuovi volti e nuovi leader di cui i democratici sono alla ricerca disperata.

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