lunedì 23 gennaio 2017

Salesiani chiudono tre centri

[Nel mondo  liquido-moderno  la solidità  delle cose, così come la solidità  dei rapporti  umani, tende a essere considerata male, come una minaccia: dopotutto, qualsiasi giuramento  di fedeltà e ogni impegno  a lungo termine (per non parlare di quelli a tempo indeterminato) sembrano annunciare un futuro gravato da obblighi  che limitano la libertà di movimento  e riducono la capacità di accettare le opportunità  nuove e ancora sconosciute che (inevitabilmente) si presenteranno. La prospettiva  di trovarsi invischiati per l’intera durata della vita  in qualcosa o in un rapporto  non rinegoziabile ci appare decisamente ripugnante e spaventosa. ZYGMUNT BAUMAN] In subbuglio i centri di formazione professionale "Cnos" dei Salesiani in Sicilia per il taglio del 56% dei propri posti di lavoro deciso dalla direzione regionale insieme con la riduzione dei corsi e dell'offerta formativa, a causa della complessa crisi che ha investito il settore. Scaduto il periodo di preavviso, 134 dipendenti, tra dirigenti e insegnanti, su 241 in organico, sono stati licenziati. La direzione regionale dei Cnos, che denuncia una passività di 37,8 milioni di euro (20 dei quali dovuti ai crediti che la Regione non paga) ha deciso di chiudere due suoi centri professionali a Catania e uno a Ragusa, lasciando in attività ma a regime ridotto, le sedi operative di Gela, Palermo e dell'unico che rimarrebbe attivo a Catania-Barriera.

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