giovedì 26 gennaio 2017

Mafia e sport

[Dimmi come soddisfi il tuo desiderio di sentirti importante e ti dirò chi sei. R.W. Emerson] La Commissione parlamentare antimafia ascolterà in audizione il presidente della Federazione italiana gioco calcio (Figc), dei presidenti della Lega di serie A, della Lega di serie B e della Lega Pro e del presidente dell'Associazione italiana calciatori (Aic). A renderlo noto è la stessa Commissione.  "Non vogliamo accusare nessuno ma solo fare accertamenti per evitare che ci siano infiltrazioni della criminalità dal momento che gli interessi nel mondo del calcio sono tanti: le società di calcio devono essere trasparenti, a partire dai bilanci", afferma il deputato della Lega Nord Angelo Attaguile, che sarà colui che insieme al Pd Marco Di Lello coordinerà il IX Comitato dell'Antimafia che da oggi inizia ad occuparsi del filone "Mafia e manifestazioni sportive". "Inizieremo con la Juventus ma ci occuperemo anche del Crotone, del Catania e di tutte le società anche della Lega Pro che sono finite nel mirino della giustizia. Faremo un'indagine e poi sarà la Commissione Antimafia a proporre e il Parlamento deliberare una eventuale proposta di legge che vada oltre il Daspo, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive". Attaguile ricorda che una proposta di legge lui l'ha presentata due anni fa, che fu sottoscritta da molte forze politiche ma è ferma in Commissione sport alla Camera: prevede l'azionariato popolare e concedere alle società sportive non più del 25%-30%.  Il presidente della Juventus Andrea Agnelli accusato dal procuratore della Federcalcio, l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, di aver incontrato esponenti della criminalità organizzata scendendo a patti con loro per mantenere la quiete allo stadio. Come scrive  in esclusiva ‘Il Fatto Quotidiano’, la procura federale della Figc accusa la Juve e il suo presidente di illeciti con bagarini e ambienti criminali.La conclusione indagini della giustizia sportiva attribuisce però al numero uno bianconero anche rapporti personali con esponenti della malavita organizzata. Il Fatto Quotidiano in edicola pubblica l’inchiesta dei magistrati di Torino e della Figc che fa tremare la Juventus. Secondo Pecoraro, per garantire la pace e la quiete allo stadio, il club garantiva agli stessi ultras bagarinaggio esclusivo e sugli affari della malavita organizzata. Ecco quello che scrive il prefetto Pecoraro: “Con il dichiarato intento di mantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dai tifosi ‘ultras’, (Agnelli) non impediva ai tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultras’, anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazione di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizione di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio”. L’accusa più grave per Agnelli, però, è quella di aver “partecipato personalmente in alcune occasioni, a incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria ‘ultras’”. La procura, come riferisce il quotidiano, cita poi un’intercettazione di Fabio Germani, un ex ultrà legato a un esponente della cosca mafiosa calabrese Pesce-Bellocco, che il 15 gennaio 2014 diceva:”Io vado a trovare il presidente Andrea Agnelli in ufficio ogni tre per due”.

2 commenti:

  1. La procura della Figc intende procedere con il deferimento di Andrea Agnelli, di tre fra dirigenti, ex dirigenti e funzionari, nonché della stessa Juventus a titolo di responsabilità diretta e oggettiva al termine degli accertamenti nati dopo l'inchiesta della procura di Torino sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in curva. Lo si ricava dall'avviso di conclusione delle indagini firmato dal procuratore Giuseppe Pecoraro.

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  2. Il legale della Juventus, Luigi Chiappero, sarà ascoltato mercoledì 15 marzo dalla Commissione parlamentare antimafia. Ieri l'Antimafia ha svolto l'audizione del procuratore Figc Giuseppe Pecoraro nell'ambito dell'approfondimento sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio professionistico nella serie A, nella serie B e nella LegaPro. "Dopo l'audizione del procuratore federale Pecoraro, ascoltare in commissione Antimafia il presidente della Juve Andrea Agnelli è un fatto dovuto anche per il contributo di chiarezza e di verità che questa audizione offrirà alla nostra indagine sui collegamenti tra il mondo del calcio e la criminalità organizzata.
    Un'audizione non è un atto di accusa ma il dovere di una collaborazione piena che questa commissione in passato ha chiesto ad ogni figura istituzionale. Non vedo una sola ragione per cui non dovremmo chiedere e ottenere questa collaborazione anche dal presidente di una società calcistica", dice Claudio Fava, vicepresidente dell'Antimafia.

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