martedì 31 gennaio 2017

La Gesap ancora senza dg

[Non arrabbiatevi, un giorno il mondo farà a meno di voi. Gianroberto Casaleggio] Si appresta alla scadenza la proroga concessa dall'Enac di 45 giorni alla Gesap, la società che gestisce l'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, per la revoca della concessione. Un procedimento avviato perché secondo l'Ente nazionale di aviazione civile la Gesap non sarebbe riuscita a dimostrare il possesso di 44milioni di euro inseriti dalla società nel piano di sviluppo e ammodernamento dell'aeroporto per il prossimo triennio. I vertici della Gesap hanno sempre sostenuto che per il prestito con le banche non c'erano problemi, infatti quattro istituti erano pronti ad aprire linee di credito. Ma quali erano questi istituti di credito? Nessuno lo sa. Banca Etruria, Banca popolare di Vicenza, Mps, Banca Nuova, Veneto Banca … Forse, probabilmente, tanto è vero che la Gesap ha fatto ricorso al Tar. A febbraio l'Enac, prima decade, aprirà la procedura per la revoca della concessione. E mentre i problemi a Punta Raisi non si risolvono mai, ma si rimandano, probabilmente per incapacità gestionale, non si ha notizia della nomina del nuovo dg. Tra i papabili ci sarebbe un professore universitario, un teorico che leggendo tanti libri crede di essere un uomo di grande esperienza.  Il bando è scaduto il 30 dicembre e non sappiamo nemmeno quatti sono i concorrenti. Un solo some è trapelato ma risulterebbe indagato per il fallimento  della T-Link Lines.  Sei sono le persone iscritte nel registro degli indagati e l’accusa è di bancarotta fraudolenta. Gli indagati sono i principali amministratori della società:il finanziere agrigentino Simone Cimino, gli ex amministratori e revisori della società di navigazione, Edoardo Bonanno, Stefano Costa, Onofrio Contu e Luca Romeo e Giovanni Maniscalco, liquidatore della stessa società ed ex amministratore delegato della Gesap. La T-Link Lines venne sovvenzionata con fondi pubblici ma produsse solo perdite. Il Tribunale ne dichiarò il fallimento nel marzo del 2012. Secondo l’accusa le navi sarebbero state noleggiate ad un prezzo molto più alto rispetto a quello di mercato e questo avrebbe provocato un danno economico di 3 milioni e 700 mila euro. Tra gli indagati c’è Giovanni Maniscalco (a volte ritornano), ex amministratore delegato della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo il quale è accusato di essersi fatto accreditare il suo compenso di liquidatore “distraendolo” ai creditori. Tutti gli indagati negano qualsiasi responsabilità e respingono le accuse.

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