venerdì 9 settembre 2016

Tutti contro Charlie Hebdo

[Quand che e Signour l’ e’ pas a distribuí al disgrezi, ma chesa tu us’e’ sciante’ e sac. Quando il Signore è passato a distribuire le disgrazie a casa tua gli si è rotto il sacco, quindi ha lasciato tutte le disgrazie che aveva da te.] Morti come lasagne. Bufera su Charlie Hebdo, considerato baluardo della libertà di satira dopo la strage nella redazione a Parigi. I colleghi di Charlie Hebdo sono fatti così, dissacrano tutto, loro stessi e gli altri. Le disgrazie sono oggetto di ironia, spesso di pessimo gusto, ma senza odio Charlie Hebdo si rivolge a tutti. Certo gli italiani si sentono oggi offesi, ma francamente mi ha dato più fastidio Renzi, il premier non votato da nessuno, che con tanta demagogia ha promesso ai terremotati che non saranno soli. I problemi dovrebbero essere risolti dallo stato italiano con questo presidente del consiglio, andiamo bene. Qualche politico, sciacallo, ha detto che sarebbe meglio rinviare il referendum che dovrebbe svolgersi a ottobre. Questo comportamento, queste promesse offendono più di una vignetta di pessimo gusto. La Francia prende le distanze. E il giornale risponde: italiani, non ve la prendere con noi, le vostre case le ha costruite la mafia. A scatenare le polemiche sul giornale satirico è stata una vignetta sul sisma che ha colpito il Centro Italia, pubblicata sull’ultimo numero: “Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate e lasagne”. Nell’immagine, sotto la scritta lasagne, sono raffigurate diverse persone sepolte tra strati di macerie. Un disegno che ha suscitato più critiche che risate. Prima sui social, poi tra i politici italiani di tutti gli schieramenti. E ha spinto l’ambasciata francese a Roma a precisare: “Il disegno non rappresenta assolutamente la posizione della Francia”. Ma nel pomeriggio i vignettisti di Charlie hanno pubblicato su Facebook una vignetta di risposta. Vi compare una persona insanguinata sotto le macerie, come nel disegno contestato, che si rivolge al lettore: “Italiani… non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!”. La copertina dell’ultimo numero ha in copertina una vignetta sul burkini. Nell’ultima pagina compare l’immagine del terremoto in Italia accompagnato da un breve commento: “Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa che il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”.

3 commenti:

  1. Il Comune di Amatrice ha depositato questa mattina, presso la procura del tribunale di Rieti, una denuncia-querela per diffamazione aggravata relativa alla vicenda delle vignette pubblicate dal periodico francese Charlie Hebdo. L'atto è stato presentato dall'avvocato Mario Cicchetti, in qualità di legale dello stesso Comune colpito dal sisma del 24 agosto. Il periodico francese Charlie Hebdo, nella prima vignetta dedicata al terremoto del centro Italia, secondo i legali del Comune di Amatrice, aveva raffigurato le vittime del sisma "in modo tale da somigliare a degli stereotipati piatti della tradizione culinaria italiana", mentre una seconda vignetta "aveva attribuito la colpa della devastazione del centro Italia alla mafia. "Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale - spiega l'avvocato Mario Cicchetti -. La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia sia in Francia, ma non tutto può essere 'satira' e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice". Ad avviso dello stesso legale "appare assolutamente configurabile la diffamazione aggravata".

    RispondiElimina
  2. Charlie Hebdo risponde ad Amatrice dopo la querelle depositata dal Comune reatino ai danni del periodico satirico francese. "Non si può fare satira su tutto", sostengono i legali di Amatrice nella loro azione legale, riferendosi alle vignette apparse su Charlie Hebdo a poche ore dal terremoto del 22 agosto scorso. “Abbiamo fatto in passato disegni simili su Bruxelles, sul terremoto ad Haiti e nessuno ha protestato, nessun italiano ha protestato", dice oggi Riss, direttore del periodico transalpino. Riss difende il suo giornale su radio France Inter: "La morte è un tabù, qualche volta bisogna provare a trasgredire". Sotto accusa soprattutto il disegno che ritrae le vittime insanguinate del terremoto del 24 agosto nell'Italia centrale con su scritto "penne al sugo di pomodoro" e "penne gratinate". "Per noi è un disegno satirico come ne abbiamo fatti prima, non ha niente di straordinario. È una come un'altra, di umorismo nero", spiega il caricaturista che era stato ferito nell'attacco jihadista contro il giornale del gennaio 2015 (12 morti).

    RispondiElimina
  3. La morte arriva sugli sci: Charlie Hebdo, il settimanale satirico della Francia, colpisce ancora, ironizzando sulle catastrofi dell'Italia. Dopo aver paragonato i morti di Amatrice a un piatto di lasagne nella contestatissima vignetta 'Sisma all'italiana' della scorsa estate, il giornale torna a sfoderare il suo humour nero. Questa volta lo spunto è la valanga del Rigopiano. Nel disegno consultabile sulla pagina Fb del giornale, si vede la morte in sci con due falci al posto delle racchette. "Italia: la neve è arrivata. Non ce ne sarà per tutti", recita la vignetta.

    RispondiElimina