venerdì 16 settembre 2016

L'Ape di Matteo


[La legge dell'eterno è perfetta, essa ristora l'anima. Salmo 19:7] L'Ape, l'anticipo pensionistico potrà essere chiesto dall'anno prossimo a partire dai 63 anni di età, quindi fino a 3 anni e sette mesi prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia (per gli uomini, le donne la raggiungono ancora l'anno prossimo a 65 anni e 7 mesi). Questa flessibilità - secondo quanto emerso dall'incontro che si è tenuto tra Governo e sindacati - sarà molto conveniente per le categorie disagiate, come coloro che a pochi anni dalla pensione hanno perso il lavoro e esaurito tutti gli ammortizzatori sociali, ma potrebbe essere molto costosa, fino al 25% dell'importo della pensione secondo alcune stime, per coloro che volontariamente decidono di lasciare il lavoro e non appartengono a nessuna delle categorie che il Governo deciderà di proteggere come, appunto i disoccupati, i precoci e i lavoratori impegnati in attività usuranti. La sperimentazione per l'Ape dovrebbe durare due anni, ovvero nel 2017 e 2018. La stima sulla rata di restituzione del prestito fino al 25% dell'importo della pensione deriva dal calcolo sulla restituzione netta (oltre il 16% in caso di tre anni di anticipo) maggiorata del tasso di interesse e del premio assicurativo. La percentuale può arrivare fino al 25% dell'importo di pensione se si considera un'uscita anticipata fino a tre anni e sette mesi. La percentuale così alta dipende dal fatto che nel caso di anticipo di tre anni e sette mesi si prende la pensione per quasi un quarto in più anche in termini di tempo. 
Dopo la propaganda di 80 euro in busta paga, in buona parte non dovuta, la campagna elettorale continua. 

Nessun commento:

Posta un commento