venerdì 16 settembre 2016

IL PACCO POSTALE


[Avendo sentito parlare di Gesù, venne tra la folla e toccò il suo vestito. Marco 5:27] Le Poste hanno nel tempo ridotto gli interessi su alcuni buoni fruttiferi, per ragioni legate al mercato. Il risultato per molti risparmiatori è stato una riduzione degli interessi originariamente teorizzati al momento dell’investimento. A volte le cifre al momento della riscossione, erano addirittura la metà di quanto preventivato. L’Associazione dei consumatori Adico ha per la prima volta vinto nello scorso luglio un ricorso contro le Poste, ottenendo il pieno pagamento degli interessi. Secondo l’Adico le Poste avrebbero ridotto gli interessi relativi ad alcuni buoni fruttiferi contratti alcuni anni orsono, in ragione di una “non meglio identificata manovra governativa”. Nonostante le ripetute richieste di recupero presso le Poste Italiane, i risparmiatori sono dovuti arrivare in tribunale per ottenere quanto evidentemente spettava loro a tutti gli effetti, a giudicare dal parere del giudice. “Il Tribunale di Venezia, in due differenti sentenze“, spiegano i legali dell’associazione “ha di recente accolto il ricorso con decreto ingiuntivo da noi presentato. In entrambe le posizioni i giudici hanno intimato alle Poste il pagamento di quanto maturato con i buoni fruttiferi da due risparmiatori mestrini: in un caso l’importo è di 17 mila euro, in un altro di 36 mila euro“. I due investimenti iniziali erano rispettivamente di 1 e 2 milioni di lire. I buoni a rischio, per i quali vi consigliamo di controllare il livello di interessi maturati sino ad oggi e verificare se corrispondono a quelli attesi al momento della firma, sono buoni contratti oltre 30 anni fa. Se vi state chiedendo quanto tempo avete per recuperare i vostri averi dopo la scadenza del buono fruttifero in cui li avete investiti, la risposta è semplice: 10 anni. Se si tratta di buoni cartacei difatti il termine del decennio è perentorio, oltre quella data non avrete più diritto a recuperare nulla, la prescrizione del titolo fa decadere il diritto al rimborso sia del capitale investito che degli interessi maturati. Ma si tratta di un problema che ad oggi riguarda i buoni contratti molto tempo fa, se i buoni difatti non sono cartacei, cioè sono “dematerializzati“, essi non sono soggetti a prescrizione perché vengono rimborsati alla scadenza e l’importo complessivo è accreditato automaticamente sul conto di regolamento dell’intestatario.

2 commenti:

  1. Poste Italiane cede a Invitalia l'intero pacchetto azionario di Banca del Mezzogiorno-Medio Credito Centrale in una operazione che vale 390 milioni di euro. Lo annuncia una nota. "Con questa operazione Poste Italiane prosegue nell'attuazione del suo Piano industriale focalizzato su tre principali aree di business - corrispondenza e logistica, pagamenti e servizi finanziari, risparmio e assicurazioni - su cui il Gruppo ha deciso di concentrare investimenti e allocazione di capitale per perseguire importanti obiettivi di innovazione e crescita", afferma l'amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane Francesco Caio. Il perfezionamento dell'operazione è previsto entro i prossimi 3 mesi, subordinatamente all'approvazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, della Banca d'Italia e della Banca Centrale Europea.

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  2. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per oltre 20 milioni di euro Poste Italiane per un abuso di posizione dominante nel mercato del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, ossia quegli invii che i grandi clienti business come le banche, le assicurazioni e le compagnie telefoniche mandano ai propri clienti (es. estratti conto, avvisi di scadenza, bollette). Lo rende noto l'Antitrust.
    La posizione di Poste Italiane in merito al provvedimento assunto dall'Agcm nei confronti dell'azienda, cui ha comminato una sanzione di 23 milioni di euro per presunto abuso di posizione dominante, è decisamente critica. Lo fanno sapere fonti vicine al dossier, interpellate telefonicamente, spiegando che l'azienda ritiene di aver sempre posto in essere un comportamento assolutamente rispondente agli indirizzi normativi e alle logiche di mercato in un contesto altamente competitivo a tutela della qualità del servizio. Poste comunica inoltre il proprio assoluto intendimento di presentare ricorso al Tar del Lazio, ritenendo inadeguata e in contrasto con la normativa di riferimento la sanzione comminata, in un procedimento peraltro iniziato nel giugno 2016 e protrattosi per quasi 2 anni di istruttoria nel corso del quale l'azienda ha fornito in maniera esaustiva e completa ogni contributo e ogni delucidazione richiesta dagli uffici dell'Autorità.

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