giovedì 8 settembre 2016

I FIGLI MIGLIORI DEI PADRI


[L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi. Genesi 2:20] Canotta nera, occhiali da sole scuri fascianti e tanta rabbia. Veronica Padoan, figlia del ministro dell'Economia, da qualche tempo paladina dei braccianti-schiavi del ghetto di Rignano, ha atteso pazientemente davanti alla prefettura di Foggia l'arrivo del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, impegnato per un vertice sul caporalato. Con un megafono ha denunciato la piaga degli schivi delle campagne e, assieme ad una quindicina di migranti, ha esposto un lenzuolo con una scritta rossa e nera: "Sul nostro lavoro decidiamo noi. We need yes". Poi si è concessa ai giornalisti parlando a nome della rete 'Campagna in lotta'. "La questione del gran ghetto di Rignano - ha detto Veronica Padoan - è una questione che preme pesantemente sulla Regione Puglia perché ha delle responsabilità oggettive e riceve notevoli pressioni che giungono direttamente dall'Unione Europea". “È dal 2014 che la giunta Vendola aveva millantato di smantellare il ghetto, il problema non sono queste comunità; il problema - ha concluso - è che se non si organizza effettivamente il lavoro nei campi è inutile parlare di smantellare i ghetti. La questione abitativa è presente anche nei contratti provinciali e nazionali". Una denuncia dura quella della figlia del responsabile di via Nazionale, soprattutto se si guardano le foto del 'ghetto' postate sulla pagina Facebook del Guardasigilli Orlando, che definisce il luogo "inaccettabile". Ancora una volta si vede una grande baraccopoli dove vivono più di duemila braccianti-schiavi costretti a dormire dove capita, a prelevare l'acqua dalle cisterne, a calpestare uno sterrato fangoso attorno al quale è ammassata un'enorme quantità di oggetti abbandonati: reti, materassi, mobili, sedie, sdraio e poi vecchie auto e vecchie roulotte. Le baracche sono fatte con pezzi di legno e lamiera, sono come imbracate in teloni di plastica. Delle circa duemila persone che vivono qui, la maggior parte sono uomini, ma ci sono anche diverse donne. Il ghetto è una sorta di vera e propria cittadella nel nulla, con baracche adibite a 'negozi', in cui si vendono pane, alimentari e merci di vario genere, e anche una moschea per pregare. Il 'ghetto' si trova a circa 40 chilometri da Foggia. 

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