sabato 20 agosto 2016

Vendemmia in crescita del 5%

[GIAMAICA, già m’hai cacato il CA..: mi hai annoiato fino all’insopportabile] Al via la vendemmia in Italia che si prevede con una produzione complessivamente in aumento di almeno il 5% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno, anche se con un andamento fortemente differenziato tra le diverse regioni, che varia dalla previsione di crescita del 15% in Puglia al calo del 10% in Lombardia, per effetto del bizzarro andamento climatico. È quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che la vendemmia del 2016 è iniziata quest'anno con un ritardo di quasi una settimana rispetto a quella 2015. Dal punto di vista quantitativo "è probabile", afferma l'organizzazione agricola, che l'Italia conquisterà anche quest'anno il primato produttivo rispetto alla Francia dove, sottolinea la Coldiretti, le prime stime per il 2016 danno una produzione in leggero calo sul 2015, a causa delle gelate tardive e della forte pressione delle malattie fungine. In occasione dell'avvio della raccolta delle uve Chardonnay per la produzione di Franciacorta, la confederazione degli agricoltori ricorda che per la definizione della raccolta e maturazione delle uve "molto dipenderà dai mesi di agosto e settembre" ma, sottolinea la Coldiretti, "le escursioni termiche degli ultimi giorni con gli abbassamenti di temperature specie quelle minime fanno ben sperare per una annata di buona qualità".Con l'inizio della vendemmia in Italia si attiva un motore economico che genera quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. La vendemmia 2016, conclude la Coldiretti, coinvolgerà 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole.

1 commento:

  1. Il gelo primaverile poi la grandine e il clima secco penalizzano la produzione di vino francese: secondo le previsioni del ministero dell’Agricoltura questa diminuirà del 10% rispetto all’anno scorso quando aveva sfiorato i 48 milioni di ettolitri. Già nel 2015 la raccolta era stata leggermente minore e la Francia era stata superata dall’Italia, diventata primo Paese produttore al mondo, e dove anche il 2016 dovrebbe rivelarsi un’annata in crescita (+ 5% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno, secondo la previsione della Coldiretti). Sarà penalizzato anche uno dei prodotti francesi più noti al mondo, lo champagne con un calo previsto del 31% nell’omonima regione.

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