giovedì 11 agosto 2016

Pkk non si arrende

[ATTACCATE AR MANICO DE LA PANZA: non ho nessuna intenzione di fare quello che dici tu] Gli Usa devono scegliere tra la Turchia e Gulen. È l'ultimatum del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo le richieste di Ankara sull'estradizione dell'ex imam, accusato di aver orchestrato il fallito golpe del 15 luglio scorso. "Prima o poi gli Usa dovranno fare una scelta. O Gulen o noi", ha detto Erdogan davanti a migliaia di sostenitori ad Ankara, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Anadolu. Almeno 10 i morti in attacchi attribuiti al Pkk oggi in Turchia. Oltre all'attacco con una bomba fatta esplodere al passaggio di un veicolo della polizia a Kiziltepe, vicino ad un ospedale nella provincia di Mardin, i ribelli curdi hanno compiuto almeno altri due attentati. Uno simultaneo sempre nel sud-est della Turchia, a Diyarbakir - con l'esplosione di autobomba nel centro - dove ci sarebbero almeno 4 morti e decine di feriti. Ed un altro, ore prima nei pressi della frontiera con l'Iraq, che secondo il quotidiano Hurriyet ha registrato quattro soldati uccisi e diversi feriti. Il bilancio dell'esplosione a Kiziltepe, riferiscono media turchi, sarebbe invece di due vittime e decine di feriti.

1 commento:

  1. Prima visita da oltre 500 giorni per una delegazione proveniente dalla Turchia al leader del Pkk curdo, Abdullah 'Apo' Ocalan, detenuto dal 1999 nell'isola-prigione di Imrali. A compierla, dopo l'autorizzazione concessa dal governo di Ankara in occasione della festa islamica del Sacrificio, è stato il fratello di 'Apo', Mehmet, che non lo vedeva dall'ottobre 2014. Ad accompagnarlo, il legale Mazlum Dinc. L'ultima visita 'interna' a Ocalan, compiuta da un gruppo di esponenti del partito filo-curdo Hdp, risaliva al 5 aprile 2015. Ankara aveva poi reso noto di aver permesso nell'aprile scorso una visita di 3 membri della Commissione per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa. Lunedì, 50 politici curdi avevano avviato uno sciopero della fame per chiedere che venisse concesso a familiari, avvocati e delegazioni politiche di incontrare Ocalan, anche alla luce di timori per le sue condizioni di salute e di sicurezza.

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