giovedì 11 agosto 2016

NAVY SEAL IN LIBIA

[A CHI TOCCA ‘N SE ‘NGRUGNA: a chi tocca, tocca] Le forze speciali Usa stanno fornendo aiuto diretto, sul terreno, alle forze che combattono l'Isis in Libia, nel tentativo di riconquistare la città di Sirte. È  la prima volta che ciò accade, come sottolinea il Washington Post che cita fonti americane e libiche. A essere coinvolto per ora sarebbe un piccolo numero di militari americani che si sarebbe unito alle forze speciali britanniche già schierate sul campo. La notizia dell’operazione, mai resa pubblica dall’amministrazione Obama, arriva nel momento in cui molte sono le voci che sottolineano l’insufficienza dei raid aerei per vincere la resistenza dei militanti dell’Isis nella roccaforte di Sirte.  Le fonti citate dal Washington Post parlano di numerosi avvistamenti negli ultimi giorni di soldati americani e britannici insieme che trasportavano apparecchi radio e indossavano tute mimetiche e giubbotti antiproiettile. Il loro ruolo sarebbe limitato per il momento ad azioni di sostegno delle truppe libiche locali, senza un coinvolgimento diretto nei combattimenti. Le forze speciali italiane stanno operando in Libia. La notizia, anticipata da 'la Repubblica', è confermata  da fonti istituzionali che sottolineano come si tratti di alcune decine di militari dei corpi speciali e che attualmente il loro compito è quello di formazione e addestramento. Le stesse fonti spiegano inoltre che i militari inviati in Libia stanno operando sotto le dirette dipendenze della presidenza del Consiglio. Le forze libiche sostenute dagli Stati Uniti "hanno liberato il 70%" di Sirte dalle mani dell'Isis. Lo afferma il sindaco della città, Mokhtar Khalifa, all'Associated Press. Il primo cittadino sostiene che i quartieri meridionali e occidentali della città libica, considerata la roccaforte dell'Isis in Nord Africa, sono sotto il controllo dei combattenti fedeli al governo sostenuto dalle Nazioni Unite.

2 commenti:

  1. Dopo quasi un mese dall'inizio dei bombardamenti aerei americani in Libia contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis), gli Stati Uniti hanno dispiegato per la prima volta lo scorso fine settimana elicotteri Cobra, capaci di garantire un supporto aereo ravvicinato ai combattenti impegnati in quartieri densamente popolati a Sirte. Tra venerdì e domenica l'aviazione americana ha distrutto 25 postazioni e due autocarri da rifornimento dell'Isis. Stando a quanto riferito da una fonte della Difesa al Washington Post, i raid con i Cobra sono partiti dalla portaerei Wasp presente nel Mediterraneo e sono stati messi a segno "nella zona della città più densamente popolata". L'aviazione americana è intervenuta il 1 agosto scorso a sostegno delle forze libiche, che da allora sono riuscite ad avanzare a Sirte contro i jihadisti. Stando ai dati forniti da Africom, dall'inizio del mese sono stati almeno 74 i raid americani, messi a segno perlopiù con droni e caccia, presenti a bordo della Wasp.

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  2. Barack Obama ha esteso per un altro mese la missione militare in Libia mentre le forze libiche si sono lanciate nell'assalto finale all'Isis a Sirte. L'offensiva aerea statunitense iniziata il primo agosto, con un centinaio di raid chirurgici, ha indebolito i seguaci del Califfo, stremati anche dagli attacchi via terra delle milizie legate a Sarraj. Obama ha deciso di prolungare l'offensiva dopo una richiesta in questo senso da alti leader militari, ha riferito Fox News citando fonti della Difesa. La decisione comporta il mantenimento al largo della costa libica di due fregate della US Navy con lo scopo di proseguire con gli attacchi all'Isis e di assistere le forze libiche a terra impegnate a combattere lo Stato Islamico. Sul campo invece non si ferma lo scontro diretto. Negli ultimi quattro mesi di battaglia tra i vicoli e i quartieri le milizie sono riuscite a conquistare a caro prezzo - con oltre 400 morti e 2.500 feriti - la maggior parte delle zone residenziali relegando i jihadisti in una sola area. Il portavoce dell'operazione al Bunyan al Marsous, il generale Mohamed el Ghasri, ha dato il via libera all'assalto del complesso degli edifici '656', precisando che è iniziata l'ultima fase dell'operazione 'Macomedes' - nome antico della città - con l'utilizzo di armi leggere e pesanti. Ghasri ha poi reso noto che nel pattugliamento delle strade i miliziani hanno trovato decine di corpi di jihadisti uccisi e che è stato decisa l'apertura di corridoi umanitari per i civili. Su Facebook i combattenti hanno postato immagini di una moschea sottratta ai fondamentalisti mostrando i lavori di ripulitura del complesso.

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