martedì 16 agosto 2016

Microbirrifici sempre più vicini ai grandi

[Su male continuu imbezzat sa zente. Il male continuo invecchia la persona.] Davide e Golia talvolta parlano la stessa lingua. Succede nel mondo della birra dove impazzano le contaminazioni tra il variegato mondo delle birre artigianali, oltre un migliaio i microbirrifici in Italia, e i colossi dell'industria di settore. E con la bella stagione, quando i consumi brassicoli si impennano, sugli scaffali di vendita il consumatore trova quest'anno per la prima volta una serie di marchi industriali aromatizzati e stagionalizzati con tipicità di territorio. Come la gamma di Regionali, le produzioni global messe a punto da Birra Moretti secondo stili alimentari "local": alla Pugliese, con fico d'india e grano arso, o alla Lucana, con orzo maltato e alloro della Basilicata. Una serie di ricette e lavorazioni nel segno dei territori declinate dal birrificio lombardo in collaborazione dello chef stellato Claudio Sadler e del sommelier Aspi Giuseppe Vaccarini. Queste tendenze sono spesso frutto di accordi di filiera con il mondo produttivo rurale che solo per Birra Peroni coinvolge 1.500 aziende agricole con 50mila tonnellate di orzo prodotte ad hoc su 17.300 ettari coltivati ad orzo in nove regioni e altri mille ettari utilizzati per il mais nostrano destinato alla malteria Saplo Spa di Pomezia e agli stabilimenti di Roma, Bari e Padova. Una novità di stile nei brand industriali che segue l'annuncio, il 22 aprile, dell'acquisizione da parte della multinazionale Ab InBev di "Birra del Borgo", un prima caso in Italia. "Oggi il settore della birra è diventato molto competitivo ed è necessario per noi fare un ulteriore passo in avanti per continuare a sviluppare prodotti con profumi e gusti dal carattere distintivo" ha detto Leonardo Di Vincenzo che continuerà ad essere l'amministratore delegato del microbirrificio.  Via libera di Bruxelles alla fusione dei due colossi della birra, la Anheuser-Busch InBev e la SABMiller. La Commissione Ue ha eliminato ogni ostacolo regolamentare nei confronti dell'accordo tra i due più grandi produttori di birra al mondo. L'intesa è subordinata alla vendita di praticamente l'intero settore della birra Sab in Europa. Secondo la Commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, questa decisione "assicurerà che la concorrenza non viene indebolita in questi mercati e che i consumatori non avranno la peggio". Per la Commissione, gli europei comprano circa 125 miliardi di euro in birra all'anno. La vendita ha lo scopo di alleviare le preoccupazioni che SABMiller, che produce la Budweiser, avrebbe avuto un crollo nel mercato europeo. Da ricordare che la SabMiller possiede in Europa marchi come la Miller, la Peroni, la Pilsner Urquell e la Grolsch. La AB InBev sta vendendo i suoi marchi in giro nel mondo per rispondere alle preoccupazioni sulla concorrenza.

Nessun commento:

Posta un commento