domenica 31 luglio 2016

Ankara attacca Bruxelles

[Santa Maria di la zirriola, o fazi nebi o fazi ragnola.] Oltre 130 media sono stati chiusi in Turchia in risposta al fallito golpe militare. Lo riferisce Hurriyet, diffondendo i dettagli di un decreto sullo stato di emergenza. In particolare sono state chiuse tre agenzie di stampa, 16 canali tv, 23 radio, 45 giornali, 15 magazine e 29 case editrici. Tra essi, l'agenzia Cihan, Zaman e Kanalturk. Mandato d'arresto per 47 giornalisti. Le autorità turche hanno emesso un mandato d'arresto nei confronti di 47 giornalisti per presunti legami con la rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara del fallito golpe. Lo riferisce la Cnn Turk. Tra questi, ci sono molti ex reporter del quotidiano Zaman, sequestrato a inizio marzo. In manette è già finito il noto editorialista Sahin Alpay. Della lista fanno parte anche gli ex direttori dell'edizione inglese del giornale, Bulent Kenes e Sevgi Akarcesme. Ankara all'attacco di Bruxelles: 'Se i cittadini turchi non saranno esentati dal visto per entrare nell'Unione europea entro il prossimo mese di ottobre, la Turchia non riconoscerà più la convenzione con Bruxelles sui rifugiati, firmata lo scorso 18 marzo: è l'avvertimento del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu contenuto in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). A Colonia intanto grande manifestazione pro-Erdogan. In mattinata sono arrivati i manifestanti a sostegno del presidente turco dopo il fallito golpe, così come quelli che prenderanno parte ad altre tre contro manifestazioni organizzate nella città renana da movimenti tedeschi di sinistra e da un gruppo di estrema destra locale islamofobo. La polizia, che ha schierato un imponente dispositivo di sicurezza con 2.700 uomini, si attende la partecipazione di trentamila persone. Migliaia le bandiere turche e tedesche.  La polizia ha sciolto una contromanifestazione di 250 estremisti di destra a Colonia, tensione con i manifestanti. A Colonia e nella regione del Nord Reno-Westfalia si concentra oltre un terzo dei circa tre milioni di turcofoni che vivono in Germania, rappresentando la più nutrita etnia del Paese dopo quella tedesca. La Corte costituzionale di Karlsruhe ha proibito la diffusione di un video messaggio di Erdogan alla manifestazione in collegamento diretto per evitare di esacerbare gli animi, con la motivazione formale che la Costituzione non permette interventi diretti di esponenti di governi stranieri a manifestazioni pubbliche in Germania: una decisione che ha destato proteste da parte di Ankara, dove un portavoce della presidenza turca ha definito la decisione tedesca "inaccettabile" e ha chiesto "spiegazioni". Alla manifestazione, che è stata aperta con l'esecuzione degli inni nazionali turco e tedesco e con un minuto di silenzio per le vittime del tentativo di colpo di Stato del 15 luglio in Turchia. Parteciperà comunque un esponente del governo turco, il ministro della Gioventù e dello Sport, Akif Cagatay Kilic, che dovrebbe prendere la parola dal palco. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, non ha nascosto le inquietudini di Berlino per la manifestazione di oggi e intervistato dalla 'Suddeutsche Zeitung' ha detto che "non va bene importare da noi le tensioni della politica interna turca e intimidire le persone che hanno altre convinzioni politiche". Ad aumentare le tensioni tra Berlino ed Ankara, iniziata dopo l'ok del Bundestag alla risoluzione del genocidio degli armeni, anche la richiesta turca alla Germania di estradare i membri considerati vicini a Fetullah Gulen che si trovano sul territorio tedesco.

1 commento:

  1. In seguito alla disputa sulla manifestazione pro-Erdogan a Colonia, il ministero degli Esteri di Ankara ha convocato per questo pomeriggio il vice ambasciatore (ministro consigliere) tedesco ad Ankara. Lo riferiscono diversi media tedeschi. L'ambasciatore Martin Erdmann è in vacanza. Il governo turco ha criticato il divieto di trasmettere durante la manifestazione un messaggio di Recep Tayyip Erdogan.

    RispondiElimina