lunedì 27 giugno 2016

Ryanair e easyJet vittime brexit?

[Avete scelto 4? Non avreste dovuto, ma vi passo al servizio richiesto... ]Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea i trattati “open sky” decadono. Il che significa che Europa e Gran Bretagna dovranno ricontrattare i loro accordi su nuove basi. Poiché le compagnie aeree low cost hanno strategie differenti, il rischio è che compagnie come Ryanair, easyJet e altre possano tagliare gli investimenti e aumentare i costi dei biglietti. Idem per i vettori inglesi, che dovranno far fronte a costi più alti per i ricambi e per il carburante. Le tariffe aeree rischiano di impennarsi per tutti coloro che sono soliti viaggiare con i vettori low cost.  Il problema potrebbe coinvolgere anche la compagnia di bandiera britannica, la British Airways, che dovrà rivedere le proprie strategie verso l’Europa e gli Stati Uniti. Il motivo è da ricercarsi nello “spazio unico europeo” che garantisce diritti e doveri delle compagnie aeree e che, nel caso della Gran Bretagna, non esisterà più. Pertanto ogni permesso concesso alle linee aeree europee decade con l’uscita del Paese dall’Europa. Le linee aeree inglesi dovranno quindi riscrivere gli accordi con gli enti europei o con i singoli membri della European Common Aviation Area (Ecaa). Secondo l’istituto bancario Hsbc la situazione colpirà soprattutto coloro che si spostano regolarmente da e verso l’Inghilterra per raggiungere i propri cari e che rappresentano il 40% del traffico aereo degli ultimi dieci anni. A ciò si aggiunge il calo di peso della sterlina che porterà ad aumenti importanti del carburante aereo e dei costi di manutenzione degli aerei in Gran Bretagna.

2 commenti:

  1. La compagnia aerea irlandese Ryanair, dopo la Brexit, ha fatto sapere che non intende investire in nuovi collegamenti da e per il Regno Unito nei prossimi 12 o 18 mesi, finché non terminerà il momento d'incertezza. Lo ha spiegato a chiare lettere l'Ad della compagnia, Michael O'Leary che si è detto "deluso" dall'esito del referendum. "L'anno prossimo acquisteremo 50 nuovi aerei dalla Boeing - ha detto - ma la maggior parte di essi, se non la totalità, sarà distribuita tra i Paesi dell'Unione europea". Tra le altre conseguenze, dunque, la Brexit potrebbe aprire un periodo turbolento anche per il trasporto aereo nel Regno Unito che ha molto beneficiato del "cielo senza confini" per almeno un ventennio. Finora Ryanair ha movimentato circa 40 dei suoi 100 milioni di passeggeri annui proprio nel Regno Unito dove ha il suo più grande hub, a Stansted. "Personalmente - ha concluso O'Leary - ritengo che la Gran Bretagna resterà nel mercato unico che, con tutta probabilità, preserverà la libera circolazione dei passeggeri. Quindi non dovrebbero esserci grosse conseguenze nel lungo periodo sia per i consumatori sia per Ryanair". La scelta di Ryanair di non fare nuovi investimenti nel Regno Unito potrebbe portare vantaggi proprio all'Italia e in particolare, allo scalo di Bergamo-Orio al Serio che con 6.750 addetti, 15 Boeing 737 assegnati e 9 milioni di passeggeri annui, è lo scalo di riferimento italiano della compagnia irlandese. Su Bergamo Ryanair ha investito oltre 32 milioni di Euro per la realizzazione di un grande polo per la manutenzione dei suoi velivoli.

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  2. Easyjet "non ha in programma di spostarsi da Luton, la nostra casa da 20 anni". Così un portavoce della compagnia smentisce le indiscrezioni di cambio di sede, spiegando che il vettore aereo ha comunque "avviato un processo formale di acquisizione di un certificato di operatore aereo (coa) nell'Unione europea". "Easyjet - afferma - sta trattando con il governo del Regno Unito e con l'Ue per assicurare il proseguimento del mercato aereo pienamente libero e deregolato, che permetterebbe a Easyjet e a tutte le compagnie aeree di continuare ad operare così come fanno oggi". Prima del referendum, comunque, Easyjet "ha avuto discussioni informali con alcuni regolatori europei per l'ottenimento di un certificato di operatore aereo in un Paese Ue per consentire alla società di volare in Europa come ora. Adesso è partito un processo formale per acquisire il certificato". Pertanto "finché non saranno chiariti i contorni dei negoziati tra Regno Unito e Unione europea Easyjet non ha necessità di fare cambiamenti strutturali o operativi

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