martedì 14 giugno 2016

Camorra in ospedale

[Qui est justu non mirat regalos. Chi è giusto non guarda regali. Riferito a coloro che non ricevono regali per non tradire la giustizia.] Infiltrazioni della camorra in appalti per la pulizia di ospedali e altre aziende pubbliche a Napoli emergono dall'operazione della Polizia che ha eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. I provvedimenti eseguiti a carico di esponenti apicali del clan camorristico dei Lo Russo, di amministratori e consulenti di una società specializzata nel settore delle pulizie, e di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon.  L'inchiesta è condotta dai pm della Dda, Henry John Woodcock ed Enrica Parascandolo e coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Le 12 persone coinvolte sono ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà degli incanti, detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, estorsione. Esplorato dalla Dda di Napoli e dalla Squadra Mobile, con il contributo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, il connubio camorra/imprenditoria che - secondo quanto riferito in una nota - ha consentito ad entrambe le parti, imprenditori e criminali organizzati, di ottenere vantaggi reciproci. Emersi anche episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon che avrebbero favorito una società, la Kuadra spa, nelle operazioni relative al bando di gara per la fornitura di servizi di pulizia. È stato verificato anche il particolare interesse del clan dei Lo Russo, detto dei Capitoni, operativo in particolare nell'area a nord di Napoli, agli appalti ed agli ingenti interessi economici che ruotano all'interno delle principali strutture sanitarie ed ospedaliere di Napoli con una ''conseguente pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione''. Nel corso dell'operazione disposto anche il sequestro preventivo del complesso aziendale, delle quote e del patrimonio della società Kuadra. Il complesso aziendale, le quote e il patrimonio della società Kuadra spa, con sedi a Napoli, Roma e Genova, società specializzata nel settore delle pulizie, con numerosi e importanti clienti pubblici e privati sparsi su tutto il territorio nazionale, sono stati sequestrati nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Dda e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli contro infiltrazioni della camorra negli appalti per gli ospedali. Il gip, sulla scorta degli elementi probatori raccolti, nel disporre il sequestro preventivo ha nominato contestualmente due amministratori giudiziari.

1 commento:

  1. Nell'ambito dell'inchiesta Consip, la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione delle posizioni del pm di Napoli Henry John Woodcock e della giornalista Federica Sciarelli, indagati entrambi per concorso in rivelazione del segreto d'ufficio, Woodcock anche per falso. La richiesta di archiviazione è stata firmata dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi, dal momento che dagli accertamenti svolti non sono emersi elementi per confermare le iniziali ipotesi di accusa ed è stata già inviata all'ufficio del gip.
    L'iscrizione del magistrato e della giornalista di "Chi l'ha visto?" nel registro degli indagati era legata alla pubblicazione nel dicembre scorso su "Il Fatto Quotidiano", di un articolo riguardante la fuga di notizie attraverso la quale i vertici di Consip sarebbero venuti a conoscenza dell'inchiesta avviata dai pm napoletani, prima che fosse trasferita a Roma per competenza territoriale. Il sospetto di chi indaga era che la giornalista Sciarelli fosse stata il tramite per il passaggio delle informazioni dal pm partenopeo al giornalista del Fatto Marco Lillo.
    L'ipotesi di falso contestata a Woodcock, invece, riguardava le circostanze che hanno portato la Procura di Roma ad ipotizzare la stessa accusa nei confronti dell'ex capitano del Noe, ora maggiore del Comando regionale dei carabinieri di Napoli, Gian Paolo Scafarto in merito alla fondatezza di una presunta presenza di 007, da lui indicata in una informativa, nell'attività di indagine sugli appalti Consip. Interrogati in momenti diversi dai pm romani, sia Woodcock, sia Sciarelli, hanno respinto gli addebiti; né sono emersi elementi di rilievo dall'analisi delle chiamate fatte dai cellulari sequestrati durante l'inchiesta.

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