martedì 23 febbraio 2016

Di Prima, la passione per il vino

Siamo a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, in un territorio in cui la passione per il vino si tramanda di generazione in generazione. E così è stato per la famiglia Di Prima. Ad occuparsi dell'azienda e'  il figlio Davide che ne ha preso in mano le redini dopo avere riposto nel cassetto la laurea in giurisprudenza. 38ettari di vigne divise in tre zone, ciascuna con le proprie caratteristiche e un'altitudine compresa tra i 300 e 550 metri. La produzione comprende vitigni autoctoni e alloctoni. Abbiamo incontrato Davide Di Prima per fare il punto della situazione. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti nel 2015? Si, raggiunti e superati anche per la vendita del vino in bottiglia che è la nostra prima attività. Abbiamo avuto buoni contatti con clienti inglesi  e americani. Con questo contratto abbiamo triplicato la nostra produzione e il nostro fatturato. Per l'anno in corso quali sono i traguardi? Ci aspettiamo una crescita legata sempre a questo contatto concretizzato l'anno scorso e che dovrebbe essere fatto nuovamente in aprile. Per la prima volta quest'anno ci sentiamo un'azienda ancora più piccola, ma siamo ottimisti tanto tant'è che abbiamo fatto investimenti. Nel mirino, anche Dop, Igp, sigle strategiche del Made in Italia sono sotto osservazione a Bruxelles. Voi vi sentite penalizzati? Prima andava per la maggiore l'Igp, oggi troviamo il Dop. La normativa sulla Dop ogni tanto viene ristretta e poi ampliata a secondo i momenti politici che attraversiamo. Oggi si vieta l'imbottigliamento fuori dal territorio di produzione e questo ci agevola. Mantenendo la produzione nel luogo d'origine diminuiscono le frodi. Si sta facendo poco per lanciare il Dop Sicilia, pochi investimenti da parte della regione. La trasformazione dall'Igp alla Dop ha creato non poca confusione nel consumatore. 

DAVIDE DI PRIMA
La collaborazione con la Lituania fa ben sperare per questo territorio? Sicuramente. Tutto nasce da un progetto di tre produttori di vino biologico che siamo  noi insieme a Di Giovanna e Ciaccio. Il comune ancora non collaborava. Successivamente, con l'allargamento di vari protocolli, abbiamo avuto l'interessamento della camera di commercio e del comune. Indubbiamente questo ponte tra Lituania e Sambuca aiuterà l'esportazione del comparto agro alimentare e lo sviluppo del turismo. Qual è la forza della sua azienda? Il nostro punto di forza sicuramente è la famiglia. Ha iniziato il nonno, ha proseguito mio padre e ora ci sono io. Noi mettiamo la faccia dietro un prodotto, l'altro punto di forza consiste che noi cerchiamo di produrre il meglio, tutto quello che non riscontra il nostro gusto viene scartato. Siamo molto selettivi, critici su i nostri prodotti. Noi produciamo uva in 38 ettari di vigneto e il prodotto esce dalla cantina solo quando è imbottigliato, a ciclo interno viene chiamato. Il biologico per noi non è stato mai un problema, il nostro micro clima ci ha quasi imposto la coltura biologica. 

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