giovedì 3 dicembre 2015

Il tramonto di Yahoo!

[Intendiri allu po chibudda. Sentir aglio per cipolla. Cioè fraintendere, sentir una cosa per un'altra cosa.] L'avventura di Yahoo!, pioniere nel settore dei motori di ricerca trasformatosi in gigante del web, potrebbe essere al capolinea. Almeno così come finora abbiamo l'abbiamo conosciuta. Il cda - secondo quanto riporta il Wall Street Journal - starebbe infatti per considerare la vendita delle sue attività principali e la cessione della sua partecipazione nel colosso cinese dell'e-commerce Alibaba. Nonostante la cura imposta negli ultimi tre anni dal Ceo Marissa Meyer, la crisi di Yahoo! sembra non avere altri sbocchi, anche per l'esodo oramai inarrestabile dei top manager del gruppo: una vera e propria fuga che potrebbe accelerare la decisione di porre fine alla storia del gruppo che, dopo un'età d'oro, ha vissuto un declino rivelatosi impossibile da fermare, incapace di reggere la concorrenza dei gruppi concorrenti come Google.  Il board - scrive sempre il Wsj - dovrebbe cominciare oggi un esame delle varie opzioni sul tavolo e proseguire i suoi lavori fino a venerdì. L'investimento in Alibaba, in particolare, vale più di 30 miliardi di dollari, pari al 15% delle azioni. Ma in vendita ci sono i servizi storici come quello e-mail e quello delle news.

13 commenti:

  1. Pur avendo deciso di non scorporare più la sua partecipazione nel colosso cinese dell'e-commerce Alibaba, Yahoo ha chiarito che non intende vendere il suo core business -che spazia dalla ricerca su web ai media passando per le app - né alcuna altra parte del gruppo. A dirlo è stato il presidente dell'azienda, Maynard Webb. In una conference call con gli analisti Webb ha spiegato che le attività di Yahoo "sono molto sottovalutate", motivo per cui "siamo concentrati sullo sprigionamento di quel valore". L'amministratore delegato Marissa Mayer ha a sua volta sottolineato l'intenzione di rilanciare il core business dicendosi allineata al management e al consiglio di amministrazione.

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  2. Yahoo! continua a perdere colpi. La società guidata da Marissa Mayer ha chiuso il suo portale video lanciato un paio di anni fa e mai decollato. Yahoo! Screen, questo il nome del servizio, non aveva i numeri di YouTube, Netflix o Amazon ma era presenta in una dozzina di paesi tra cui l'Italia e solo negli Stati Uniti a novembre contava 15 milioni di visitatori unici secondo le rilevazioni di comScore. La notizia è stata riportata per prima dal sito Variety. Lo scorso anno la società aveva investito 42 milioni di dollari in contenuti originali. Tra quelli trasmessi in questi due anni di attività, oltre 1000 ore di contenuti ci sono serie originali come Community strappata alla Nbc, concerti in streaming in collaborazione con Live Nation, partite in partnership con la National Football League e video tematici della compagnia confezionati come magazine. Come riporta il New York Times, Arunav Sinha, un portavoce di Yahoo!, ha spiegato che la società ha deciso di ricollocare i suoi video in alcune sue sezioni digitali. Yahoo!, spiega il Nyt, negli ultimi tempi ha destinato poche risorse economiche a Screen, così la chiusura non è stata proprio una sorpresa. "Probabilmente non vuol dire che la società smetta di produrre video, ma che produrrà video meno costosi", sottolinea Brian Wieser, analista per Pivotal Research. La chiusura del servizio video e streaming, settore in forte ascesa che ha fatto la fortuna di YouTube, Amazon, Netflix e ora anche Facebook, la dice lunga sulla crisi che sta attraversando l'azienda di Sunnyvalley. Dopo che Yahoo! ha rinunciato alla cessione della sua quota in Alibaba, il colosso cinese delle vendite, alcuni azionisti hanno chiesto un drastico taglio della forza lavoro del 70%, la testa di Marissa Mayer e anche di trovare rapidamente un acquirente per le attività 'core' o l'intera società.

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  3. Maxi licenziamenti in vista per Yahoo nell'ambito della prevista riorganizzazione delle attività, studiata per rimettere in carreggiata il colosso tecnologico guidato da Marissa Mayer. Secondo indiscrezioni raccolte da Business Insider, la società sta pensando di tagliare almeno il 10% della forza lavoro, ovvero più di 1.000 posti di lavoro.
    Secondo le fonti sentite, i licenziamenti potrebbero partire già questo mese. Dovrebbero essere coinvolte un pò tutte le divisioni della società, ma le attività media, quelle europee e le piattaforme tecnologiche potrebbero essere le più colpite. "Una squadra sta lavorando al piano e l'idea è cominciare in questo trimestre", ha detto una delle fonti. Yahoo per il momento non commenta le notizie, ma ha ammesso che alcuni cambiamenti sono in atto, tanto più che alcuni investitori, soprattutto gli attivisti come il fondo Starboard, stanno facendo forti pressioni perché la società cambi rotta velocemente. A questo proposito, Yahoo ha detto a Business Insider di essere al lavoro su "programmi supplementari per meglio orientare le attività di Yahoo", da annunciare insieme ai conti del quarto trimestre, in arrivo nelle prossime settimane, se non addirittura prima.

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  4. Yahoo! potrebbe tagliare la propria forza lavoro del 15% e chiudere alcune divisioni. Le misure rientrano nell'ambito della riorganizzazione che l'amministratore delegato, Marissa Mayer, potrebbe annunciare nelle prossime ore con i risultati trimestrali. Lo riporta il Wall Street Journal. Mayer dovrebbe presentare con i conti trimestrali, attesi per oggi, un nuovo piano di taglio costi con l'obiettivo di rendere Yahoo! più snella e agile. Una Yahoo! più piccola e redditizia consentirebbe a Mayer di guadagnare tempo con gli azionisti e rafforzarsi in vista di una possibile battaglia con Starboard Value. L'hedge fund azionista di Yahoo! ha chiesto cambi al vertice e la vendita delle attività internet. Alcune società hanno espresso interesse per una possibile acquisizione, ma il consiglio di amministrazione di Yahoo! non ha per il momento avviato alcuna trattativa seria. Da quando Mayer ha assunto l'incarico tre anni e mezzo fa, le spese di Yahoo! sono salite e i ricavi sono calati. Nei primi nove mesi del 2015, le spese operative sono aumentate a 3,9 miliardi di dollari, il 20% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nello stesso arco di tempo, i ricavi sono scesi del 4% a 3,09 miliardi di dollari.

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  5. Yahoo! avvia contatti con i potenziali acquirenti delle sue attività 'core'. Fra i papabili ci sono Verizon, Comcast e At&T, ma anche società di “private equity”, quali Bain capital partners, KKR e Tpg. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali i contatti inizieranno oggi e potenziali offerte potrebbero aversi in un mese. Yahoo! ha assunto advisor finanziari e ha detto ai membri indipendenti del consiglio di amministrazione le sue opzioni strategiche.

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  6. Si profila tempesta ai vertici di Yahoo!. Il fondo speculativo Starboard Value ha infatti dato seguito alle minacce avanzate nei mesi scorsi, chiedendo la rimozione in blocco di tutto il Consiglio di amministrazione colpevole, secondo una lettera di cui riporta il Wall Street Journal, di non muoversi con sufficiente rapidità sul riassetto. Secondo Starboard "c'è disperatamente bisogno di cambiamenti radicali ai vertici, per impiantare una dirigenza in grado di guidare qualunque piano punti a riassetto, scorporo o cessione di attività".Secondo il quotidiano finanziario la mossa dell'hedge fund mette ulteriormente sotto pressione Marissa Mayer, l'amministratore delegato che sta tentando di ridare redditività alla società internet tramite riduzioni dei costi e focalizzazione su segmenti chiave, come le ricerche web. Starboard ha una quota dell'1,7 per cento di Yahoo! e aveva già chiesto il siluramento della Mayer. Da mesi, assieme ad altri fondi attivisti, sostiene che la svolta chiesta a più riprese su è al palo. Il Wsj precisa che non è stato possibile contattare un portavoce di Yahoo per un commento.

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  7. Il quotidiano britannico Daily Mail ha confermato la sua partecipazione a trattative preliminari sulla cessione di Yahoo!, che secondo indiscrezioni di stampa potrebbero anche portare ad uno spezzatino della società internet, in particolare con la separazione delle attività di news e informazione dal resto. “Le discussioni sono in una fase molto preliminare e non è scontato che portino ad una transazione”, ha puntualizzato il quotidiano con una nota. Il Daily Mail è controllato da un fondo, il Daily Mail and General Trust, che possiede anche il sito americano Elite Daily. Secondo il Wall Street Journal questo fondo starebbe trattando con altri fondi per una possibile acquisizione di Yahoo!. Gli scenari possibili sarebbero due, il primo consisterebbe nel rilevare in blocco la società internet, il cui valore ormai secondo alcune ricostruzioni sarebbe quasi esclusivamente limitato alla quota del 15% detenuta nel gigante di vendite internet cinese Alibaba, più la quota detenuta su Yahoo! Japan. L'altro scenario vedrebbe invece il Daily Mail rilevare solo le attività media: Yahoo! Finance, Yahoo! Sports e Yahoo! News, mentre un non meglio precisato fondo si aggiudicherebbe il rimanente. Il tutto mentre il management guidato dall'amministratore delegato Marissa Mayer ha annunciato a febbraio un piano di ristrutturazione che prevede la riduzione del 15 per cento dell'organico, senza esclude cessioni di qualunque attività. Sempre secondo il Wsj a trattare su vari asset ci sono anche il gigante delle Tlc Usa Verizon, Microsoft e i fondi Kkr e Tpg.

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  8. Si avvicina la scadenza per presentare offerte per gli asset internet di Yahoo, ma il colosso tecnologico della Silicon Valley potrebbe andare verso una forte delusione. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, i potenziali investitori, Verizon Communications in testa, non metteranno sul piatto più di 2-3 miliardi di dollari, mentre la società vorrebbe 4-8 miliardi. Gli analisti ritengono che gli asset valgano effettivamente tra 4 e 5 miliardi. È certo possibile che la cifra finale sia più alta: essendo un'asta, è probabile che gli investitori interessati non vogliano scoprire subito tutte le proprie carte. Secondo le fonti del quotidiano, c'è anche l'eventualità che non arrivino offerte e che la vendita debba essere strutturata in modo diverso. Verizon sembra essere il candidato di punta per l'acquisto, ma della partita sono anche il fondo Tpg, una cordata che include Bain Capital, Vista Equity Partners e l'ex amministratore delegato di Yahoo Ross Levinsohn, e Dan Gilbert, investitore di Detroit e fondatore di Quicken Loans, che ha il sostegno del miliardario Warren Buffett.

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  9. 🐭 L'operazione Verizon-Yahoo! È fatta. Il gigante americano delle Tlc ha raggiunto un accordo per l'acquisto del gruppo pioniere della Silicon Valley per una cifra che - stando alle fonti dell'agenzia Bloomberg - dovrebbe attestarsi sui 4,8 miliardi di dollari. Salvo clamorose sorprese l'annuncio sarà fatto nelle prossime ore, prima che Wall Street dia inizio alla settimana di contrattazioni. Era da giorni che si parlava di battute finali nei negoziati diretti avviati tra i due gruppi, e l'ultimo nodo da sciogliere era propria l'intesa sul prezzo. Ad essere acquisite da Verizon saranno le attività 'core' di internet di Yahoo!, e l'accordo dovrebbe anche comprendere - sempre stando a Bloomberg - gli asset immobiliari del gruppo di Sunnyvale. Mentre gli asset legati ai brevetti dovrebbero essere venduti separatamente. L'accordo pone dunque fine a mesi di speculazioni sul destino di Yahoo!, passata da una stagione dorata in cui era protagonista assoluta del mondo del web a una lenta e lunga agonia che neanche l'ad Marissa Mayer, ingaggiata nel 2012, e' riuscita a fermare, nonostante i numerosi tentativi di rivoluzionare e rilanciare la società. Alla fine Verizon ha battuto la concorrenza di tutti gli altri potenziali acquirenti. L'ultimo round per la presentazione delle offerte era stato completato il 19 luglio scorso e, oltre a Verizon, si erano fatte avanti società come At&T, Vector Capital Management, il fondo di private equity Tpg Capital e la cordata guidata Dan Gilbert, il numero uno di Quicken Loans, appoggiata da Warren Buffett. Ma nella partita Verizon si è conquistata fin da subito la pole position. Il colosso Usa con una capitalizzazione di mercato di 210 miliardi di dollari e circa 5 miliardi di dollari di liquidità, ha la forza finanziaria per vincere la partita di Yahoo!, che rappresenta un'annessione importante per i piani di crescita di Verizon decisa a rompere il duopolio di Google e Facebook nella raccolta pubblicitaria online.

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  10. Attacco hacker a Yahoo!. La società si appresta a confermare un imponente cyberattacco che ha esposto le informazioni di alcune centinaia di milioni di persone. Lo riporta Recode citando alcune fonti, secondo le quali la violazione è stata ampia e seria. Yahoo! dovrebbe annunciare l'attacco nei prossimi giorni.

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  11. Yahoo cambia nome, e rivoluziona mission e board della società - con l'uscita di scena dell'amministratore delegato Marissa Mayer e del co-fondatore David Filo - in vista della finalizzazione dell'intesa con Verizon Communications. Yahoo si chiamerà Altaba e opererà come società di investimenti, una volta conclusa la cessione dei principali servizi internet a Verizon per 4,8 miliardi di dollari che porterà alle dimissioni di Mayer e Filo e alla riduzione del cda da 11 a soli 5 membri. Ma l'operazione con Verizon potrebbe ancora saltare dopo gli attacchi hacker ai sistemi di Yahoo. Se invece la transazione andrà in porto, Altaba manterrà una quota del 15% in Alibaba e il 35,5% in Yahoo Japan e il consiglio di amministrazione sarà composto da Tor Braham, Catherine Friedman, Eric Brandt, Thomas McIrney e Jeffrey Smith.

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  12. Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo!  riceverà un assegno da 186 milioni di dollari legato alla vendita a Verizon Communications. Lo riporta il dal Wall Street Journal che cita un documento depositato alla Sec, la Consob americana. La Mayer è stata silurata assieme ad altri top manager, rea di non aver prodotto risultati apprezzabili nella internet company da anni in crisi, ma avrà diritto all'assegno grazie alle sue stock-options e le sue azioni Yahoo!  Vale la pena di ricordare che il Gruppo ha fatto una rivoluzione interna, mutando radicalmente oggetto sociale (con cambio nome in Altaba), dopo la cessione di tutte le attività internet a marchio Yahoo!

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  13. Yahoo non esiste più. Quello che è rimasto nel gruppo dopo la cessione a Verizon di asset core come i siti Yahoo Sport, Yahoo Notizie e Yahoo Finanza ma anche come il motore di ricerca omonimo e il servizio di email, da oggi si chiama ufficialmente Altaba. Le azioni ordinarie di quella che è di fatto una società di investimento sono scambiate sul Nasdaq con il simbolo "AABA"; l'ultima seduta di Yahoo con ticker "YHOO" è stata quella di venerdì scorso. Rispetto ad allora, il titolo sale del 4,2% a 54,85 dollari. Agli investitori sembrano piacere i gioielli di Altaba: una quota del 15% nel colosso cinese dell'e-commerce Alibaba e una partecipazione di circa il 36% in Yahoo Japan. "Nessuna azione è richiesta dagli azionisti in merito ai loro titoli", aveva precisato l'azienda il 13 giugno, quando annunciò il completamento della vendita di asset a Verizon Communications in una operazione da 4,48 miliardi di dollari.

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