venerdì 13 novembre 2015

La truffa dell'olio extravergine

[Esser que i s’ambisua, finzas qui non si attattat, non laxat de suzzare. Esser come la sanguisuga che non si stacca se non è sazia. Dicesi di un avaro.] C'è anche il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci tra quelli ipotizzati dalla procura di Torino nell'inchiesta sull'olio extravergine. Sulla base di questa nuova ipotesi, che si aggiunge alla frode in commercio, la procura subalpina ha disposto il trasferimento dell'inchiesta a Firenze, Genova, Spoleto e Velletri. Si tratta delle procure competenti per territorio rispetto alle aziende olearie oggetto dell'inchiesta. Il nuovo reato è punito con il carcere fino a 2 anni.  I supermercati Crai e Sigma ritireranno dal commercio i prodotti coinvolti nell’inchiesta della procura di Torino sull’olio che sarebbe stato spacciato per extravergine di oliva. Dopo ulteriori indagini effettuate dai carabinieri del Nas e dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sette note marche risultano accusate, oltre alla frode in commercio, di vendita di prodotti industriali con segni mendaci atti ad indurre in inganno il compratore. Per questo il pm Raffaelle Guariniello ha disposto il  trasferimento del fascicolo per competenza territoriale alle procure di Firenze, Genova, Spoleto e Velletri. “La maggiore gravità di tale reato – si spiega in una nota diffusa dal procuratore capo di Torino, Armando Spataro – determina la competenza delle Procure della Repubblica sopra indicate in quanto i luoghi di produzione degli oli oggetto delle indagini si trovano nei loro rispettivi circondari (4 in quello di Firenze e uno per ciascuno negli altri tre)”.

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