lunedì 2 novembre 2015

GESAP-Roma Capitale 2 inchieste parallele?

[Quànd'se fa li cosi de notte, lu jorne se vede. Quando si fanno le cose di notte, di giorno si vedono. Frase abruzzese] Nasce dall'inchiesta sulla passata gestione della Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo, l'indagine della Procura che, ha portato all'arresto, per tangenti, del presidente di Rfi Dario Lo Bosco e dei due funzionari del Corpo Forestale siciliano Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca. Nell'ambito dell'indagine sulla Gesap, che cerca di far luce sui ritardi nelle esecuzioni dei lavori nell'aeroporto e su alcune maxi consulenze, l'attenzione degli inquirenti si è concentrata su Massimo Campione, imprenditore agrigentino intercettato mentre parlava con alcuni indagati. Campione, che si è aggiudicato appalti in diversi settori, viene messo sotto controllo ed è così che gli inquirenti scoprono, tra l'altro, il giro di mazzette che ha portato ai domiciliari Lo Bosco e i due funzionari. Nell'auto dell'imprenditore è stato trovato un libro mastro pieno di nomi con accanto cifre: mazzette sborsate, ha ammesso Campione che sta collaborando con i magistrati. Ma le tangenti scoperte sono una parte di una inchiesta più ampia sugli appalti e su presunte ipotesi di corruzione che va avanti. Gli investigatori stanno cercando di approfondire la documentazione sequestrata: le 15 pagine del "registro contabile" usate nell'indagine a carico di Lo Bosco e dei due funzionari sono una minima parte della documentazione scandagliata dalla polizia.L'azienda "Sìstet Technology srl" di Massimo Campione, l'imprenditore che ha fatto scattare l'operazione "Black list" che ha portato anche all'arresto del presidente di Rfi Dario Lo Bosco, ha realizzato il sistema degli impianti elettrici, telefonici, videoconferenza e videosorveglianza, presso i locali della Digos di Palermo. Il ventaglio degli appalti abbraccia tanti settori. L'impresa ad esempio ha realizzato nell'autostrada Milano - Laghi, svincolo lago di Varese la posa di cavi in fibra ottica a servizio del tele rilevamento, telemetria e tele domotica. Ancora lavori di adeguamento delle linee guida per il miglioramento della sicurezza della galleria Marianopoli e della linea Fiumetorto - Bicocca. Per la Rfi, è stata realizzata la fornitura nella tratta di Ancona la posa e attivazione di apparecchiature telefoniche linee Giulianuova- Teramo - Pescara nonché la giunzione, collaudo e messa in esercizio di cavo fibra ottica. Sempre le ferrovie i lavori di fornitura in opera delle apparecchiature telefoniche delle linee Giulianova-Teramo e Pescara-Sulmona in dipendenza del potenziamento degli impianti ferroviari della Regione Abruzzo. Con le ferrovie c'era un ottimo rapporto. La società ha lavorato per il completamento della linea ferroviaria Palermo - Carini - Aeroporto di Punta Raisi. Alcuni giorni prima era stata arrestata nell'ambito dell'inchiesta Mafia capitale: ai domiciliari è finita Clelia Logorelli, 50 anni, dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, accusata di corruzione. La misura restrittiva, disposta dal gip di Roma, è stata eseguita stamani dai carabinieri del Ros. Secondo l'accusa la Logorelli - in concorso tra gli altri con Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative - nella sua qualità di dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, responsabile parchi e giardini, avrebbe compiuto atti contrari ai doveri di uffici in cambio di uno "stipendio" mensile pari a 2.500 euro. Denaro che avrebbe ricevuto a più riprese da Buzzi, amministratore delle cooperative riconducibili al gruppo criminale capeggiato da Massimo Carminati. Clelia Logorelli "si è fatta comprà subito". Lo dice Salvatore Buzzi in una conversazione intercettata il 12 dicembre 2013. Buzzi si trova in auto insieme ad una sua collaboratrice. Questo un passaggio di una sua frase intercettata dai Ros, così come riportato negli atti dell'inchiesta: "allora sono andato... a fare i regali per Dino, 6.000 euro di vino... poi sono andato... all'EUR a parl...., a compramme... quella che mi controlla... niente, si è fatta comprà subito.. poi sono andato in Ama a parlà con il Direttore generale, poi in Ama con il Direttore delle strategie...". Secondo gli inquirenti Buzzi fa riferimento alla Logorelli quando dice "si è fatta comprà subito": un termine, annotano gli investigatori, "sovente utilizzato da Buzzi per indicare dazioni di denaro a pubblici ufficiali". I fatti si sarebbero verificati, secondo gli accertamenti dei carabinieri del Ros, tra il dicembre 2013 e il novembre 2014. “EUR SpA comunica che ha disposto la sospensione cautelare del rapporto di lavoro con la dipendente Clelia Logorelli, responsabile Servizio Parchi della Società". Le inchieste di Roma Capitale e quella sugli appalti alla Gesap hanno dei punti in comune fondamentali per gli inquirenti. La Cdp è stata presente a Punta Raisi per anni e anche a Roma per anni avrebbe gestito progetti come il gran premio di formula uno. A propositi il progetto di ampliamento della stazione Termini di Roma da chi è stato redatto? Dario Lo Bosco, arrestato giovedì scorso con l'accusa di induzione alla concussione, si è dimesso dalla presidenza di Rete Ferroviaria Italiana. Attraverso il suo legale, l'avvocato Bartolomeo Romano, ha comunicato la sua decisione a Rfi. Lo Bosco, accusato di avere intascato una mazzetta di 58.650 euro da un imprenditore agrigentino, nella lettera di dimissioni ribadisce la sua innocenza e l'intenzione di salvaguardare Rfi e dedicarsi alla sua famiglia.

1 commento:

  1. Il pm Claudio Camilleri ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per l'ex presidente di Rfi Dario Lo Bosco imputato per concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità nell'inchiesta sul giro di mazzette attorno all'appalto del corpo forestale della Regione siciliana. Il processo si svolge con rito abbreviato davanti al gup Wilma Mazzara. Nell'indagine anche due dirigenti del Corpo forestale, Salvatore Marranca (responsabile del Servizio tecnico) e Giuseppe Quattrocchi (a capo del Servizio speciale per la conservazione del suolo e dell'ambiente naturale) la cui posizione è stata stralciata. Il quarto indagato, l'imprenditore agrigentino Massimo Campione, titolare di un'impresa di costruzioni, strade e impianti eolici, è uscito dal processo. Campione, che disse di aver pagato le tangenti ai tre burocrati, ha ottenuto l'affidamento in prova che prevede l'estinzione del reato.
    La difesa di Lo Bosco, rappresentata dagli avvocati Sergio Monaco, Bartolomeo Romano e Francesco Crescimanno, ha chiesto l'assoluzione piena per Lo Bosco e rimarca come nell'ultima udienza il giudice abbia acquisito un memoriale di Campione in cui lo stesso afferma di non avere mai dato tangenti a Lo Bosco.

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