domenica 29 novembre 2015

Crolla la Sicilia

[S’avaru non gosat mai de sos benes suos. L’avaro non gode mai dei suoi beni. Cioè gode di vederli non però di farne uso.] Un pilone di un viadotto si è inclinato tra San Cipirello e San Giuseppe Jato, sulla Statale che collega Palermo a Sciacca. La strada è stata chiusa dal chilometro 23 al chilometro 28 per un paio d'ore e poi riaperta dall'Anas dopo alcuni sopralluoghi tecnici che avrebbero escluso pericoli per gli automobilisti in transito. Potrebbe esserci stato un cedimento strutturale della strada o, come successo per il viadotto Himera sull'autostrada Palermo-Catania, una frana. Non basteranno i 270 milioni di prestito in arrivo dal cassiere Unicredit, la Regione per potere pagare tutte le spese obbligatorie da qui a fine anno dovrebbe trovare altri 550 milioni di euro. Un 'buco' di cassa certificato dall'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, nella relazione consegnata alla Presidenza e che ha indotto la giunta a deliberare per la richiesta di un'anticipazione al tesoriere Unicredit, per un importo di 270,573 milioni di euro. La Regione avrebbe voluto chiedere di più, ma si è dovuta fermare a questa cifra, il massimo rispetto a quanto poteva richiedere sulla base della convenzione firmata col tesoriere: l'amministrazione regionale, infatti, "può contrarre anticipazioni con il proprio cassiere unicamente allo scopo di fronteggiare temporanee deficienze di cassa per un importo non eccedente il 3% dell'ammontare delle entrate tributarie riscosse e versate nell'esercizio precedente", si legge nella relazione di Baccei al governo. E quest'ultima voce, in base al rendiconto generale della Regione per il 2014, è risultata pari a poco più di 9 miliardi, pertanto il limite del 3% ha portato alla cifra di 270.573 milioni di euro. Baccei rivela che in cassa, al 31 ottobre di quest'anno, la Regione ha 928.549.697,66 euro e "non è in grado di fronteggiare le richieste di pagamento provenienti dai vari rami dell'amministrazione regionale per spese obbligatorie: stipendi, pensioni, emolumenti in genere, spese per gli organi istituzionali e per ordinanze urgenti e indifferibili, spese derivanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria e quelle prevista da disposizioni di legge. E in più, le spese comunitarie. In totale, alla Regione, certifica Baccei, servono 1 miliardo e 750 milioni di euro. Tra soldi in cassa e esigenze di spesa, la differenza è di ben 821,45 milioni di euro. Cifra che, tolti i 270 mln di anticipo in arrivo da Unicredit, "si abbassa" a 550,877 milioni di euro.

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