lunedì 5 ottobre 2015

Sacal come la Gesap

Presidente della società aeroportuale Massimo Colosimo
[Abrile torrat cane a cuile. Nell’aprile rientra il cane al canile. Frase sarda] "Al termine della breve riunione il Consiglio su proposta del presidente Massimo Colosimo, ha deliberato la convocazione dell’assemblea ordinaria per il giorno 19 ottobre 2015 in prima convocazione, e occorrendo in seconda convocazione il giorno 21 ottobre 2015, con il seguente punto all’ordine del giorno, "Dimissioni intero cda e conseguenti valutazioni e determinazioni a seguito delle indagini della Magistratura: deliberazioni inerenti e conseguenti'”.  "Il cda ha ritenuto di non procedere alla trattazione degli altri argomenti previsti all’ordine del giorno di rilevante importanza e determinanti per lo sviluppo dell’aeroporto di Lamezia: rapporto Sacal Ryanair, determinazioni; aumento capitale, aggiornamenti tavolo tecnico -vista l’assenza dei consiglieri Pignanelli e Grandinetti, nonché del presidente della Provincia di Catanzaro, Vincenzo Bruno, per impegni comunicati". La riunione si è tenuta questa mattina, nella sede della società di gestione dell’aeroporto, Sacal. La convocazione della suddetta assemblea degli azionisti era stata richiesta dal socio (Provincia di Catanzaro), Vincenzo Bruno, e dai consiglieri Gaetano Pignanelli, e Francesco Grandinetti, rappresentanti rispettivamente della Regione Calabria e dei soci privati. Una ulteriore perquisizione finalizzata alla acquisizione di documenti è stata effettuata dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato negli uffici della Sacal, la società che gestisce lo scalo aeroportuale lametino. La secondo volta che gli uomini delle Fiamme Gialle e gli uomini della Polaria, si presentano negli uffici Sacal, per effettuare delle ricerche. Già lo scorso sette agosto Guardia di finanza e Polizia di Stato effettuarono una accurata perquisizione che fu disposta dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme. La stessa procura che oggi avrebbe inviato la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato presso gli uffici dell’azienda, per l’acquisizione di ulteriori documenti e di dati informatici. Allo stato non si conosce quali documenti sono rientrati nelle mire degli investigatori. Nel mirino degli inquirenti vi sarebbero alcuni appalti sospetti e diverse assunzioni effettuate dalla Sacal. L’indagine della magistratura sarebbe ancora nella fase iniziale e le responsabilità personali sono ancora in fase di accertamento. L’ipotesi di accusa è associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. I soggetti finiti nel mirino della Guardia di finanza e polizia di Stato, sarebbero dieci. Nel registro del indagati oltre al presidente della società aeroportuale Massimo Colosimo, al direttore generale Pierluigi Mancuso, sono stati scritti Giuseppe Gatto, Floriano Noto, l’ex vice presidente della Sacal, Giampaolo Bevilacqua e cinque dipendenti.

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