sabato 17 ottobre 2015

La Gesap peggio di Renzi

[Samuna sa cabitta ad s’ainu, ain est, et ainu s’istat. Lavate la testa all’asino, asino è ed asino sarà. Dicesi ad uno ostinato. Frase popolare sarda]  Novità  per i passeggeri che transitano all’aeroporto di Palermo. Da ieri e' iniziata  la sperimentazione della nuova zona "kiss and fly", ovvero 15 minuti di sosta gratuita, il tempo di lasciare parenti e amici, salutarsi e ritornare in auto. In termine tecnico si chiama "Ztc", zona a traffico controllato ma nel gergo comune è più nota come "kiss and fly". E così, dopo il via libera dell'Enac, la "kiss and fly" arriva anche al "Falcone e Borsellino" nei marciapiedi delle zone arrivi e in quelli delle partenze. Gli occhi elettronici delle telecamere vigileranno sulla durata della sosta registrando i numeri di targa. Dopo 15 minuti scatteranno le multe: da 38 a 155 euro per le due ruote, da 80 a 318 euro per auto e altri veicoli. Poi scatterà anche la rimozione sempre a spese del trasgressore. Dal 15 ottobre al 30 novembre inizia un periodo di sperimentazione durante il quale non scatteranno le sanzioni ma si inviterà semplicemente l'automobilista a spostarsi allo scadere del tempo. Questo servirà per mettere a punto tutto il sistema e verificarne il funzionamento. Poi dal 1 dicembre fioccheranno le multe fioccheranno per chi sfora il quarto d'ora concesso. Per chi non vuole rischiare, comunque, ci sono sempre i parcheggi a pagamento che assicurano anche loro i primi 15 minuti gratuiti con la differenza che chi va oltre nel tempo di permanenza deve solo pagare la tariffa prevista per la sosta. La stessa regola vale anche per i tassisti. Un solo obiettivo: tartassare i passeggeri, infilare le mani nelle loro tasche per prendere soldi. Soldi che saranno usati anche per pagare stipendi a 25 ingegneri, architetti; senza considerare la moltitudine dei quadri e dirigenti ...che a volte hanno il super minimo (una regalia che la Gesap dona ai propri dipendenti con metodi arcaici e contro ogni logica del buon gusto). La legge italiana impone tramite l'articolo 7 comma 8 del codice della strada che i parcheggi a pagamento di strade pubbliche, devono essere nelle vicinanze o dinanzi a parcheggi non a pagamento. Questo limite non viene applicato solo per le aree definite "Area pedonale", "zona a traffico limitato", "Autostrade" e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico. Gli aeroporti a quale categoria appartengono? Nulla impedisce di istituire area a pagamento per parcheggiare vetture e moto. Ma come nelle città o nei paesi, nel nostro caso Cinisi, una parte dovrebbe essere libera, invece sembra che per gli scali non è così. La legge che vige, predomina nel mondo dei gestori ha un solo obiettivo togliere più soldi al passeggero. Stesso discorso va fatto per le aziende che lavorano presso uno scalo. Il gestore si inventa sempre nuovi balzelli da pagare, per presunti servizi realizzati, poco importa se a pagare sarà il dipendente o l'azienda, l'importante è incassare. Il mondo sindacale, che tecnicamente difende i diritti dei lavoratori, ma nello specifico nei momenti importanti non esiste, ha mai interpellato avvocati? I passeggeri dovrebbero poter scegliere. A seguito di alcune sentenze, il parcheggio non è stato riconosciuto un servizio essenziale e universale per chi guida; pochi comuni acquistano in proprietà immobili da adibire a parcheggio cittadino gratuito (a pagamento per il tempo necessario a ripagare i costi dell'opera). Nella direzione opposta, muove la sentenza 116 della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso del comune sardo di Quartu Sant'Elena contro un avvocato, multato per non avere pagato il posteggio a pagamento. Il comma 8, art. 7 del Codice della Strada impone ai comuni di realizzare zone a parcheggio libero nelle vicinanze di quelli a pagamento. Secondo la Suprema Corte, il cittadino può chiedere al giudice di pace l'annullamento delle multe inflitte, sollevando vizio di legittimità nei confronti delle delibere comunali relative all'istituzione di parcheggi a pagamento, che risultano inadempienti agli obblighi imposti dal codice della strada. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ha definito illegittima l'eventuale deliberazione comunale, senza indicare la specifica ragione per la quale l’area prescelta è stata definita "di particolare rilevanza urbanistica", o quando si limiti a richiamare le risultanze di uno studio non allegato al provvedimento e non affidabile in quanto non redatto da un soggetto terzo ed imparziale, ma da una società interessata alla realizzazione dei parcheggi a pagamento. Il contratto di parcheggio prevede sempre l’onere della custodia a carico del concessionario. Come per il guardaroba, in caso di furto o danni, il giudice può ordinare al proprietario o al gestore dell'area il risarcimento. A nulla rileva l'esposizione di cartelli per i quali l'area è incustodita ovvero di un regolamento del Comune che solleva la società gestrice dalla responsabilità.

1 commento:

  1. Oggi un branco di cani, circa sette, hanno attaccato un proprio simile nella zona parcheggi dello scalo internazionale di Punta Raisi a Palermo. La vittima poteva essere un passeggero, un dipendente che oltre che pagare il parcheggio potrebbero essere oggetto di incontri ravvicinati con cani randagi. La Gesap sostiene che è in corso una guerra con il comune di Cinisi, i cani continuano a essere padroni in Apt. La prerogativa della Gesap è quella di non avere colpe: manca la luce spesso? La colpa è dell'Enel. Piove dentro lo scalo? La colpa è del governo, infatti non ha caso l'allocuzione "piove governo ladro".

    RispondiElimina