martedì 20 ottobre 2015

Israele arresta leader di Hamas

[I nomi io li scrivo in ordine alfabetico. Totò-Antonio de Curtris] L'esercito israeliano ha arrestato la scorsa notte a Ramallah il leader politico e 'uomo immagine' di Hamas in Cisgiordania, lo sceicco Hassan Yusef. Secondo un portavoce dell'Esercito, ''ha incitato al terrorismo''. L'arresto si è svolto senza incidenti. La sfida di Hamas: "Questa intifada continuerà fino alla liberazione  di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina. Sosterremo l'intifada di Gerusalemme col nostro lavoro e col nostro sangue". Così Fathi Hammad, un dirigente di Hamas. Hammad ha ironizzato sulla paura degli israeliani per i coltelli degli attentatori palestinesi e ha detto: "Allah è grande e il coltello vincerà". “In questo momento migliaia di soldati iraniani giungono nel territorio siriano” a sostegno di Bashar Assad: lo ha detto alla Knesset (parlamento) il premier Benyamin Netanyahu. Israele impedirà loro di minacciare il confine sul Golan e di inoltrare armi sofisticate agli Hezbollah. “Il terrorismo è figlio della volontà di annichilirci”, ha aggiunto, sottolineando che esso non è frutto della “frustrazione palestinese”. Hamas ha ordinato da Gaza alle sue cellule In Cisgiordania di riprendere gli attacchi suicidi. Lo ha appreso radio Gerusalemme da imprecisate 'fonti israeliane'. A Gaza intanto Hamas continua a sostenere “la intifada”, ma si astiene ancora dal ricorrere al suo potenziale militare. Le fonti israeliane inoltre hanno avvertito che resta ancora da vedere se le cellule principali di Hamas in Cisgiordania abbiano mantenuto la capacità logistica di condurre attacchi suicidi. Israele colpirà le fonti finanziarie del Movimento islamico nel paese, considerato “il primo istigatore”. Lo ha annunciato il premier Benyamin Netanyahu. “Oggi - ha detto - cominceremo a prendere azioni contro l'istigazione, incluso il Movimento islamico, che è il primo istigatore, e in particolare le sue risorse finanziarie”. Il ministero degli affari esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore francese in Israele Patrick Maisonnave in quello che è stato definito un “confronto aspro” dopo la proposta francese di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha fatto sapere in portavoce del ministero Emmanuel Nahshon. Nel colloquio Israele ha ribadito la sua netta contrarietà - come già detto dal premier Benyamin Netanyahu - alla proposta francese. “Israele si oppone - ha spiegato Nahshon illustrando quanto detto a Maissonave - ad ogni mossa che non sia coordinata e avanzata senza la sua partecipazione in temi che riguardano i suoi vitali interessi”. L'ambasciatore francese - secondo Nahshon - ha obiettato che il suo paese sta passando in rassegna idee su quello che ha definito “uno stallo continuo nel processo di pace”.

1 commento:

  1. Un pacchetto di aiuti militari prolungato nel tempo per cinque miliardi di dollari l'anno in modo da aiutare Israele a difendersi dall'Iran e da altre minacce regionali. Questo, secondo i media, uno degli obiettivi del premier israeliano Benyamin Netanyahu che domenica prossima partirà per gli Usa dove lunedì dovrebbe incontrare alla Casa Bianca il presidente Barack Obama.

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